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Carlo Messina (Ceo Intesa Sanpaolo): «Obiettivo raggiungere 4 miliardi di utile netto per l’intero anno»

Intesa Sanpaolo supera tutte le attese e nel primo semestre dell’anno sale con l’utile netto oltre 3 miliardi di euro, con una crescita del 17,8% rispetto allo stesso periodo del 2020. Carlo Messina, capo del gruppo, sottolinea il successo «eccellente» dell’azienda nell’affrontare «complessità del contesto conseguente alla pandemia» e che sono in linea con l’obiettivo di raggiungere minimo «4 miliardi di euro di utile netto per l’intero anno».

Per gli azionisti in arrivo una maxi cedola con la distribuzione di dividendi cash per 1,9 miliardi (9,96 centesimi per azione) sul 2020 e un acconto per 1,4 miliardi (7,21 centesimi per azione) sui risultati del 2021. Oltre le previsioni anche il secondo trimestre che si è chiuso con un utile netto pari a 1,51 miliardi di euro, in crescita rispetto a 1,41 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

I risultati dei primi sei mesi dell’anno confermano la capacità del gruppo guidato da Messina di affrontare la  e. Si tratta di un primo semestre «eccellente», spiega Messina agli analisti finanziari.

«Si tratta del miglior risultato netto» aggiunge «del primo semestre dal 2008, dopo anni di crescita continua». Sul fronte del pagamento del dividendo il consiglio d’amministrazione convocherà l’assemblea ordinaria per la prima metà di ottobre 2021 a cui sottoporre la proposta di distribuzione cash dalla riserva straordinaria, a valere sui risultati 2020. Il board, inoltre, il 3 novembre darà il via libera all’acconto la cui cifra è stata definita in via preliminare nella riunione per la semestrale.

Tutti gli indicatori del conto economico della banca fanno registrare dei risultati in crescita, a partire dalla patrimonializzazione «molto solida», con coefficienti su livelli «largamente superiori ai requisiti normativi» e al «top tra le maggiori banche europee». I proventi operativi sono pari a 10,67 miliardi (+1,7%), gli interessi ammontano a 3,95 miliardi (-3,2%) e le commissioni sono 4,7 miliardi (+13,2%). Scendono a 1 miliardo le rettifiche su crediti rispetto ai 2,1 miliardi del primo semestre 2020, che includevano 965 milioni per eventuali impatti del Covid.

Buone notizie anche sul fronte dei crediti deteriorati con una riduzione di 46 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 33 miliardi dal dicembre 2017 superando in anticipo, per circa 7 miliardi, l’obiettivo di 26 miliardi previsto per l’intero piano di Impresa 2018-2021. Intesa Sanpaolo, intanto, si prepara al nuovo piano d’impresa che sarà presentato a febbraio del prossimo anno.

«Siamo lavorando per creare le condizioni e rafforzare la redditività del futuro. Il nuovo piano sarà a quattro anni e prenderà in pieno tutta la trasformazione che sta attraversando il sistema bancario. Ci sarà un forte impegno sul fronte del digitale ma anche sui temi dell’Esg. Il piano ci consentirà di restare ai vertici europei», spiega Messina.

Guardando al futuro il top manager stima per il 2022 un utile netto di «5 miliardi come livello minimo». Con l’operazione messa a segno su Ubi Banca, che porterà sinergie per almeno 1 miliardi all’anno, Ca’ de Sass non prevede altre acquisizioni. Non vedo altre «possibilità di operazioni», conclude

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