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Massimiliano Atelli, già Presidente Commissione VIA VAS: «L’imprevedibilità è diventata la nuova normalità»

Napoli, il dialogo tra energia e geopolitica al centro del confronto

NAPOLI – Governare l’incertezza, costruire reti di collaborazione e sviluppare una visione integrata tra geopolitica ed energia. Sono alcuni dei temi affrontati da Massimiliano Atelli, già Presidente della Commissione VIA VAS, a margine dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.

Atelli ha moderato il panel “La tempesta globale e lo shock energetico”, che ha visto confrontarsi l’analista geopolitica Greta Cristini e Giuseppe Argirò, vicepresidente di Elettricità Futura, su uno scenario internazionale sempre più complesso e caratterizzato da profonde trasformazioni economiche ed energetiche.

Oggi siamo a Napoli con l’Osservatorio Riparte l’Italia. Parliamo di far crescere il Sud nella tempesta globale. Hai moderato un panel molto interessante da questo punto di vista tra lo scenario internazionale e l’emergenza energetica.

«Greta Cristini e Giuseppe Argirò non potevano essere due scelte più felici. Hanno dato vita a una conversazione, a un momento di confronto efficacissimo, portando l’esperienza rispettiva: lei come analista geopolitica e lui come amministratore delegato di una delle principali aziende energetiche del Paese.

C’è bisogno, oltre e dopo l’appuntamento di oggi, di una visione integrata tra questi due punti di vista. Possiamo trovare le ricette giuste per l’energia soltanto se caliamo le ipotesi di soluzione all’interno del contesto globale.

Non è possibile, altrimenti, trovare il bandolo della matassa in uno scenario che oggi è diventato difficile da interpretare anche per i più esperti tra gli analisti».

C’è anche però una caratteristica di questo scenario che è l’imprevedibilità. Noi vediamo che cambia in continuazione, non ha una fine, quindi in realtà l’imprevedibilità sta diventando la nuova normalità. Bisogna pianificare, bisogna programmare sapendo che c’è comunque uno scenario imprevedibile.

«Questo, in qualche modo, suggerisce molte letture. Tra tutte mi piace privilegiare quella che dovrebbe essere una condizione che esalta le attitudini e le capacità delle nazioni che meglio si sono destreggiate quando le necessità di cambiamento erano improvvise, occorreva il colpo d’ala, la capacità di azione. Tutte cose che tracciano in qualche modo l’identità di un Paese come il nostro.

L’importante è che tutte queste doti, sicuramente possedute, vengano messe in campo e valorizzate per trovare rapidamente soluzioni che sono alla portata di un grande Paese come il nostro che, come pochi altri, è ricco di talento.

Questo talento va espresso e finalizzato, non semplicemente predicato».

C’è un’altra caratteristica che è emersa nei panel di questa mattina, che è quella di fare rete. L’Italia si compatta quando ci sono momenti difficili. Abbiamo sentito la presidente Todde raccontare di quello che la Sardegna ha acquisito dalla Calabria e viceversa di ciò che la Calabria ha acquisito dalla Sardegna in uno scambio proficuo. Questo modello di dialogo trasversale è forse la chiave per affrontare qualunque crisi?

«Non c’è dubbio. In qualche modo fa il paio con quello che dicevamo prima a proposito della straordinaria capacità di adattamento che è nel DNA di un Paese come il nostro.

Scambiarci esperienze, idee e soluzioni sperimentate sul campo, mettere insieme mondi che tra loro hanno avuto la costante di frequentarsi poco e quindi di capirsi ancora meno, ma che abbiamo a disposizione, e quindi creare un tessuto connettivo, è un’altra delle strade obbligate per uscire dalla condizione di debolezza che in questo momento rappresenta per noi un dato oggettivo».

Fare rete per affrontare le crisi globali

Nel corso dell’intervista, Massimiliano Atelli ha sottolineato come le sfide legate all’energia, alla geopolitica e allo sviluppo economico richiedano sempre più una capacità di lettura integrata dei fenomeni. In un contesto caratterizzato da crescente imprevedibilità, la programmazione, la collaborazione tra territori e la valorizzazione delle competenze rappresentano, secondo Atelli, strumenti fondamentali per rafforzare la capacità di risposta del Paese e affrontare con maggiore efficacia le trasformazioni in atto.

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