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Marco Cavaleri (Responsabile vaccini Ema): «Verso l’estate l’Europa sarà inondata di vaccini. L’Italia non si faccia trovare impreparata»

«Verso l’estate saremo probabilmente inondati di vaccini anti-Covid. Le aziende hanno rafforzato i sistemi produttivi e da aprile in poi ci sarà una crescita sostanziale per diversi prodotti». Lo sostiene Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e prodotti terapeutici Covid di Ema, l’agenzia europea del farmaco, in un’intervista a Il Giornale.

«Tra poco finirà la penuria delle dosi, a metà marzo partirà la produzione a Marburg, il nuovo sito tedesco della Pfizer-BioNTech, dove saranno prodotte fino a un miliardo di dosi entro il 2021, molte delle quali destinate al mercato europeo».

«È importante», sottolinea Cavaleri, che la campagna vaccinale di massa «sia pianificata molto bene con grande dispiegamento di forze così da raggiungere in modo capillare tutti i soggetti fragili e vulnerabili», «attualmente c’è ancora troppa gente fragile in attesa di essere immunizzata».

Circa la proposta di puntare sulla dose unica per rilanciare la vaccinazione afferma: «la seconda dose di AstraZeneca si può dare dopo tre mesi e i dati clinici disponibili supportano questa strategia che sarebbe anzi preferibile. Ed è quello che stanno facendo nel Regno Unito».

«Diverso il discorso riguardo i vaccini a mRna per cui mantenere un intervallo più vicino a quello usato negli studi clinici sarebbe preferibile. In un contesto eccezionale un leggero ritardo nella seconda dose non dovrebbe andare oltre le sei settimane».

Sulla presunta lentezza dell’Ema nell’autorizzazione del vaccino di produzione russa Sputnik, promosso da Lancet e dallo Spallanzani, commenta: «non stiamo dormendo, stiamo facendo il possibile. Non basta una pubblicazione su una rivista prestigiosa per autorizzare un vaccino», «in settimana avremo i dati preliminari dall’azienda per capire se si può attivare la revisione a cicli e accelerare l’approvazione».

«Nelle prossime settimane – spiega – i nostri ispettori dovranno recarsi in ogni sito produttivo per controllare se la catena di produzione rispetta le regole. Ma tra permessi e limitazioni per il Covid non è così semplice». Comunque, sottolinea, «in aprile, se il vaccino ha le carte in regola, potrà essere autorizzato».

Riferendosi poi al caso di San Marino, che sta già usando il siero russo, dichiara: «dubito che sia stata fatta una valutazione dettagliata. Bisogna monitorare attentamente l’insorgere di eventuali eventi avversi».

Per quanto riguarda il vaccino Johnson & Johnson, per il quale basterà la dose unica, Cavaleri afferma che «l’Fda ha autorizzato in emergenza. Noi entro un paio di settimane chiudiamo. Ma prima di aprile le fiale non arriveranno in Italia».

«A settembre – aggiunge ancora – potrebbero essere a disposizione già le dosi di richiamo con vaccino per almeno una variante. Noi abbiamo pubblicato una nuova linea guida in cui gli studi clinici saranno molto limitati e centrati sulla risposta immunitaria, qualche centinaio di soggetti in tutto».

Sul siero cinese infine precisa: «C’è un’azienda cinese con cui abbiamo un dialogo aperto fin dall’anno scorso. Abbiamo visto i loro dati disponibili: l’efficacia sembrerebbe non particolarmente alta, ma aspettiamo nuove evidenze».

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