Marcello Sorgi (La Stampa): «Il Recovery Plan è l’ultima chance per rimettere in piedi l’Italia»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

«Il Recovery Plan è l’ultima chance per rimettere in piedi l’Italia». Così Marcello Sorgi sulla Stampa cita l’intervento del premier ieri a Montecitorio: «Una rivoluzione: cos’altro è quella annunciata da Draghi alla Camera, illustrando il Pnrr, il Piano nazionale per la ricostruzione post-Covid di cui da giorni circolavano le bozze? E chi altri, se non lui, poteva proporla, accettando la sfida di un cambiamento radicale del Paese, pur sapendo che non è affatto facile ottenerlo, senza uno ‘sforzo corale’ degli italiani, ancora tramortiti dalla pandemia?».

«Forse è proprio per questo che Draghi ha detto chiaramente che è in gioco il nostro destino. Per fare tutto questo ci sono 248 miliardi, oppure, secondo altri calcoli, 261: cifre mai viste, assegnate a un Paese, come il nostro, che ha sempre avuto difficoltà a impiegare i fondi europei, o li ha fatti perdere in mille rivoli, senza alcun effetto significativo. Cosa spinge allora Draghi a ritenere che stavolta le cose possano andare diversamente? Non a caso il premier ha citato De Gasperi e la stagione del Dopoguerra. Per certi versi, non è un’esagerazione, la situazione è analoga».

«Solo un forte intervento dall’alto, come fu appunto quello della Ricostruzione, e soltanto un diffuso impegno della gente può segnare il destino, imponendogli una svolta che di qui ai prossimi cinque, sei, sette anni cambi completamente il volto del Paese. Gli italiani capiranno che questa è la posta in gioco e un’occasione simile non si ripresenterà? Draghi è convinto di sì. Ma l’Europa che deve mettere a disposizione i fondi, va detto, lo è fino a un certo punto».

«Sabato il Consiglio dei ministri è slittato di ora in ora perché i severi funzionari di Bruxelles volevano vederci chiaro sugli impegni di riforma che il governo ha assunto nei confronti della Commissione. Ecco perché la seconda parte del discorso del premier alla Camera è stata dedicata proprio a quest’aspetto e alle scadenze che l’Italia dovrà rispettare, se non vorrà bloccare il flusso degli aiuti. La burocrazia. Il fisco. La giustizia. Sono materie su cui da tempo immemorabile l’Europa ci chiede di intervenire, per colmare la distanza di questi settori con gli altri partner dell’Unione».

«Se i partiti che sorreggono il suo governo, e i cittadini atterrati dalla pandemia non capiscono che questo è l’ultimo treno che passa – conclude Sorgi – la rivoluzione che ieri ha fatto vibrare di applausi l’austera aula di Montecitorio potrebbe rivelarsi un ennesimo sogno perduto».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.