Lo spread, ovvero il differenziale tra titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, ha iniziato la sia lenta e costante crescita e questo è un segnale che «qualcosa stia accadendo sui mercati finanziari». Lo segnala Daniele Manca. «Gli interessi in più che il nostro Paese deve pagare per farsi prestare soldi dagli investitori internazionali, dai risparmiatori e dalle istituzioni finanziarie italiane». E l’editorialista segnala che «dalla fine di novembre è iniziata una lenta quanto costante crescita fino a ieri mattina quando ha aperto a 143 punti», scrive sul Corriere della Sera.
Osserva Manca: «Sarebbe poco saggio, allora, non tenere in conto che ci si sta avviando a un inizio di anno importante per l’assetto istituzionale del Paese. Gli ultimi due mesi le forze politiche, i partiti, li hanno trascorsi a discutere in modo più o meno palese di Quirinale. Prima chiedendo velatamente al premier Mario Draghi di chiarire le sue intenzioni. E poi reagendo con malcelata sopportazione alle parole del premier che ha ribadito come sia nelle mani del Parlamento e delle forze politiche l’onere della scelta», ma «è come se il messaggio che si sta dando ai mercati sia ancora una volta quello di un’Italia che considera il governo come un’attività di secondo piano», ovvero «come se avere un debito pubblico al 155% rispetto al prodotto interno lordo (la ricchezza che il Paese crea in un anno), sia lo stesso che averlo al 130 o addirittura sotto».
Rileva l’editorialista che «affiora una certa superficialità nel parlare di incarichi istituzionali, di assetti di governo, come se non venissimo da durata medie degli esecutivi di circa un anno» mentre «un antico detto in Borsa dice che i risparmiatori e gli investitori hanno memoria di elefante e gambe di lepre. Sono pronti cioè a fuggire in fretta quando si ritrovano a vivere situazioni di cui hanno già avuto esperienza. È vero che non possono essere i mercati finanziari a decidere le politiche di un Paese. Hanno logiche diverse da quelle di comunità estese come una nazione. Ma spesso funzionano da termometro. E se la temperatura sale lo segnalano», conclude Manca.
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