Gli incidenti sul lavoro non possono essere risolti dalle ispezioni, in modo particolare «se, come nei casi che hanno fatto più scalpore questa estate, le lavoratrici morte sono in regola, e le macchine pure, ma poi vengono disinnescati i meccanismi di sicurezza». Lo afferma il presidente del Civ (Consiglio di indirizzo e vigilanza) dell’Inail, Giovanni Luciano, che pure annuncia l’assunzione di 2.200 nuovi ispettori.
«In Italia ci sono 4,4 milioni di aziende mentre le ispezioni in un anno sono circa 80mila. Nemmeno se ne assumiamo 400mila di ispettori possiamo controllare a tappeto che le regole vengano osservate» articola in una intervista al Corriere della Sera. Per questo ritiene che per «mettere la prevenzione al primo posto» non si debba puntare solo sugli ispettori, «ma sul Rappresentante per la sicurezza sul lavoro (Rsl), cioè quella figura già prevista dall’ordinamento, che viene eletta dai lavoratori, ma che finora è stata debole rispetto all’importanza della materia di cui deve occuparsi».
«Il Rsl invece deve diventare una sorta di ispettore interno con una formazione adeguata – non le 32 ore previste adesso – poteri immediati di intervento, un mandato di 6 anni anziché 3, e adeguate tutele rispetto a possibili ritorsioni dell’azienda in seguito a segnalazioni e denunce sulla sicurezza».
«Un Rsl riformato dovrebbe far sì che non possa accadere che vengano disattivati i sistemi di sicurezza di una fustellatrice o di un telaio». Inoltre, Luciano lancia la proposta lato aziende di «un white pass o safety pass, cioè una certificazione che dovrebbe essere concessa alle aziende virtuose e che darebbe accesso alle agevolazioni aggiuntive».
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