Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Lombardia: il Pil a +0,7% nel 2025, le prospettive sono condizionate dalle guerre | Il rapporto di Bankitalia

Nel 2025 l’economia della Lombardia ha continuato a crescere.

Le nostre stime indicano un aumento del prodotto dello 0,7 per cento, appena sopra la media nazionale.

I prezzi al consumo hanno registrato un moderato incremento, in media dell’1,3 per cento”.

Lo rileva la Banca d’Italia nel rapporto annuale ‘L’economia della Lombardia’.

La produzione dell’industria manifatturiera è tornata a espandersi.

Le esportazioni sono aumentate, sebbene meno della domanda potenziale, soprattutto per il contributo delle vendite verso i paesi dell’Unione europea.

Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono lievemente cresciute, principalmente per il forte incremento delle vendite nei primi tre mesi del 2025.

La spesa per investimenti delle imprese è aumentata, anche se in misura contenuta.

È proseguita l’espansione dell’attività nel settore delle costruzioni, favorita dalle opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dagli investimenti connessi con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

Il processo di digitalizzazione ha sostenuto la domanda rivolta al comparto dei servizi alle imprese.

Le attività di alloggio e ristorazione hanno tratto vantaggio dal buon andamento del turismo, soprattutto dall’estero.

Si è consolidata la ripresa del mercato immobiliare: le compravendite sono aumentate e le quotazioni degli immobili residenziali hanno accelerato”, prosegue Bankitalia.

La crescita dell’attività produttiva “si è riflessa in quella dei profitti delle imprese.

La redditività elevata ha permesso di finanziare gli investimenti con resources interne, di mantenere le scorte di liquidità su livelli elevati e di accrescere gli acquisti di attività finanziarie.

Le aziende più solide e di maggiori dimensioni hanno aumentato l’indebitamento verso le banche.

Gli indicatori che misurano la rischiosità del credito bancario alle imprese sono rimasti su livelli contenuti nel confronto storico”.

Le condizioni del mercato del lavoro si sono mantenute complessivamente favorevoli: è proseguita la crescita dell’occupazione ed è diminuito il tasso di disoccupazione.

Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è rimasto stabile, sebbene su livelli ancora elevati rispetto al periodo precedente la pandemia.

Nel 2025 i redditi e i consumi delle famiglie sono lievemente aumentati.

Il reddito disponibile pro capite in Lombardia è più elevato rispetto alla media nazionale, ma l’incidenza delle situazioni di disagio economico e le disparità nei livelli di consumo sono simili a quelle delle altre regioni.

L’indebitamento delle famiglie è cresciuto, sia nella componente del credito al consumo sia in quella dei prestiti per l’acquisto di abitazioni.

I tassi di interesse sui nuovi mutui sono diminuiti nella prima parte dell’anno, per poi stabilizzarsi”, si legge ancora.

Gli investimenti degli enti pubblici territoriali “sono ancora aumentati, sostenuti dall’attuazione del PNRR.

Nell’ambito dei progetti finanziati dal Piano, gli interventi della Regione hanno riguardato soprattutto il rafforzamento delle strutture sanitarie, quelli dei Comuni la riqualificazione degli edifici scolastici.

Un contributo di rilievo alla crescita degli investimenti è stato fornito dai progetti varati a livello locale, sui quali hanno inciso le risorse stanziate con il Piano Lombardia e destinate principalmente a interventi per la mobilità e al recupero del patrimonio edilizio pubblico, abitativo e scolastico”.

Nei primi mesi del 2026 l’attività economica in Lombardiaè rimasta sostanzialmente stabile, nonostante il forte aumento dell’incertezza dovuto al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

La produzione industriale ha continuato ad aumentare nel primo trimestre; nel settore dei servizi la crescita è rimasta positiva, anche in seguito ai flussi turistici legati alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

È proseguita l’espansione degli investimenti degli enti territoriali”.

Le prospettive a breve termine “sono fortemente condizionate dall’evoluzione delle guerre in corso.

In assenza di un rapido ripristino della navigazione nello stretto di Hormuz, crescono notevolmente i rischi per l’approvvigionamento globale di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali.

Il forte rincaro dei beni energetici ha già cominciato a riflettersi nei prezzi dei beni al consumo, con un peggioramento del clima di fiducia delle famiglie.

Le imprese intervistate nell’indagine della Banca d’Italia si aspettano un calo della domanda per il 2026 e anticipano un ridimensionamento dei piani di investimento.

I due terzi delle aziende ritengono il rischio geopolitico un fattore rilevante nella definizione delle scelte strategiche di espansione”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.