Il benessere complessivo riflette il tradizionale un divario Nord-Sud ed è guidato dallo sviluppo economico.
L’uguaglianza di genere presenta invece una maggiore frammentazione tra regioni, con significative differenze nelle condizioni economiche e di vita tra generi.
Questi i risultati di uno studio, intitolato “Il benessere equo e sostenibile: un’analisi integrata delle dimensioni regionali e di genere”, pubblicato dalla Banca d’Italia nella collana “Questioni di economia e finanza”.
Il lavoro, pubblicato in lingua inglese, analizza il rapporto tra diverse dimensioni del benessere e l’uguaglianza di genere nelle regioni italiane nel periodo 2018-23.
Si utilizzano a questo fine i dati sul Benessere equo e sostenibile (BES) dell’Istat – relativi a salute, istruzione, benessere economico, relazioni sociali e qualità della vita – per costruire due indicatori compositi, uno sul benessere complessivo e uno sui divari di genere.
L’analisi, spiega Bankitalia, è volta a descrivere i divari territoriali su queste due dimensioni e il loro andamento nel periodo preso in esame.
Nel periodo analizzato si è avuta una certa convergenza del benessere tra le regioni, seppure lenta, mentre i divari di genere non si sono ridotti.








