Il Think Tank Quotidiano della Classe Dirigente

[Lo scenario] «Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi. Bisogna cambiare strategia». Lo stop dell’Ema

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

“Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi”. 

Lo ha dichiarato il capo della strategia vaccinale dell’EMA, Marco Cavaleri, nella conferenza stampa dell’Agenzia europea dei medicinali sulla lotta al Covid. 

“Non abbiamo ancora dati sulla quarta dose per poterci esprimere, ma ci preoccupa una strategia che prevede di andare avanti con le vaccinazioni a distanza di poco tempo”, ha spiegato. “Ovviamente quando si tratta di vulnerabili, e persone immunodepresse, e’ un caso diverso e per loro la quarta dose piu’ essere considerata gia’ da ora”, ha aggiunto Cavaleri.

“Se abbiamo una strategia in cui diamo booster ogni quattro mesi potrebbero esserci alla fine problemi con la risposta immunitaria e non essere piu’ buona come la vorremmo. Dovremmo quindi stare attenti a non sovraccaricare il sistema con una ripetuta immunizzazione”, ha spiegato Cavaleri. “Inoltre, c’e’ il rischio di una ‘fatigue’ nella popolazione con la continua somministrazione dei booster. Ora, se la situazione epidemiologica suggerisce che possa essere la migliore opzione sul tavolo potrebbe essere fatto una volta o due ma non e’ qualcosa che possiamo pensare di ripetere costantemente e sarebbe molto meglio cominciare a pensare alla somministrazione di un richiamo piu’ dilazionato nel tempo e idealmente, se si vuole andare verso l’immunita’, tale richiamo andrebbe sincronizzato con l’arrivo della stagione piu’ fredda in ciascun emisfero, in modo simile a cio’ che facciamo con l’influenza”, ha evidenziato Cavaleri. “Ora dobbiamo pensare come passare da questa fase pandemica a una fase endemica dove tale scenario sarebbe l’opzione preferita”, ha concluso.

Il booster serve 

“Sta diventando sempre piu’ chiaro che i booster sono necessari per estendere la protezione e l’efficacia dei vaccini, che diminuisce con il tempo, di solito tra i 5 e i 6 mesi, contro la variante Delta e piu’ velocemente contro Omicron. I dati sull’impatto nella vita reale mostrano che una dose di richiamo rafforza la risposta immunitaria data dal ciclo primario e ristabilisce la protezione”.

“Le campagne per la somministrazione dei booster sono in corso nell’Ue e sappiamo che la domanda tra le persone e’: quando i booster saranno raccomandati per le persone sotto i 18 anni? L’EMA sta valutando una richiesta per estendere l’uso della dose booster del vaccino di Comirnaty, di Pfizer/BioNTech, agli adolescenti dai 16 anni ai 17 anni e ci aspettiamo che la societa’ faccia lo stesso per il booster per le persone tra 11 e 15 anni. L’EMA valutera’ la richiesta in via accelerata per arrivare a una decisione il prima possibile”.

La tristezza per i non vaccinati

“E’ stato davvero triste vedere negli ultimi mesi che le terapie intensive e gli ospedali sono pieni di persone che si sono ammalate e non erano vaccinate. La vasta maggioranza di coloro che si ammalano gravemente di Covid-19, o addirittura muoiono, sono persone che non hanno ricevuto il vaccino pur avendone accesso”. “Questo e’ davvero deprimente – ha aggiunto – e incoraggiamo tutti a riconsiderare” le proprie scelte. “Non e’ mai troppo tardi ed e’ importante che tutti si avvantaggino dei vaccini e facciano la somministrazione al piu’ presto”, ha concluso. 

“La vaccinazione” delle donne incinte “e’ il modo migliore per garantire la protezione sia della madre che del bambino e andrebbe fatta al piu’ presto”.

 “Le donne in gravidanza – ha ricordato l’esperto – hanno maggiori probabilita’ di ammalarsi gravemente di Covid-19 rispetto alle donne non in gravidanza”. “I dati – ha aggiunto – mostrano che i vaccini anti-Covid riducono il rischio di ospedalizzazione o morte durante la gravidanza senza causare complicazioni o danneggiare il nascituro”, ha concluso. 

Non è ancora Endemia

Con il diffondersi di Omicron “il virus sta diventando più endemico, ma non possiamo ancora dire di essere in quella fase, il virus si comporta come un virus pandemico, Omicron lo dimostra, e non dobbiamo dimenticarlo”. 

L’aumentare delle persone immunizzate per aver contratto la malattia “si aprono nuovi scenari”.

L’immunità ibrida

La cosiddetta “immunità ibrida”, cioè le persone che si vaccinano dopo l’infezione naturale, “aumenta la protezione” contro il contagio da Covid-19. “Nel caso contrario – ha spiegato -, cioè la dose di richiamo per persone che si sono prima vaccinate e in seguito infettate, non abbiamo molti dati ma credo che questo non sia problematico dal punto di vista della sicurezza”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.