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[Lo scenario] Le sanzioni produrranno un caos nel sistema monetario globale. E il dominio del dollaro è a rischio

Secondo quanto afferma il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Gita Gopinath, anche il dollaro è a rischio per le sanzioni imposte alla Russia. Ciò porterebbe a una maggiore frammentizzazione e potrebbe incoraggiare l’emergere di piccoli blocchi valutari basati sul commercio tra gruppi separati di paesi.

In un’intervista al Financial Times ha spiegato che il sistema di sanzioni «Il dollaro rimarrebbe la principale valuta globale» ha, però, aggiunto spiegando che però la sua supremazia verrebbe minacciata da un sistema più frammentato e «lo stiamo già vedendo, visto che negli scambi commerciali alcuni paesi rinegoziano nella valuta in cui vengono pagati».

Ridurre dipendenza dal dollaro

La Russia ha cercato per anni di ridurre la sua dipendenza dal dollaro, una campagna che ha accelerato dopo che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni come ritorsione alla sua annessione della Crimea nel 2014. Nonostante questi sforzi, la Russia aveva ancora circa un quinto delle sue riserve estere in attività denominate in dollari subito prima dell’invasione, con una parte notevole detenuta all’estero in Germania, Francia, Regno Unito e Giappone. Questi paesi si sono ora uniti per isolare Mosca dal sistema finanziario globale. Secondo Gopinath, il maggior uso di altre valute nel commercio globale porterebbe a un’ulteriore diversificazione delle riserve detenute dalle banche centrali nazionali. 

La moneta cinese

«I paesi tendono ad accumulare riserve nelle valute con le quali commerciano con il resto del mondo, e quindi si potrebbe consolidare una tendenza in cui altre valute andranno a giocare un ruolo più grande». Nel medio termine, non verrà intaccato il dominio del dollaro ma la sua quota nelle riserve internazionali è scesa dal 70% al 60% negli ultimi due decenni, con l’emergere di altre valute commerciali. Solo in parte si può spiegare questo calo della sua quota con il maggior uso del renminbi cinese in quanto meno del 3% delle riserve delle banche centrali mondiali sono denominate nella valuta di Pechino.

Ma perché il renminbi sostituisca il biglietto verde come valuta di riserva dominante, è improbabile in quanto «richiederebbe la piena convertibilità della valuta, l’apertura dei mercati dei capitali e le istituzioni che possono sostenerli. Questo è un processo lento che richiede tempo, e il dominio del dollaro rimarrà per un po’», ha spiegato Gopinath aggiungendo che la guerra stimolerà anche l’adozione della finanza digitale, dalle criptovalute agli stablecoin e alle valute digitali delle banche centrali.

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