Tra le molte aziende che hanno deciso di sospendere le proprie attività in Russia, si distingue Deutsche Bank che, in controtendenza, ha scelto di rimanere. «Non sarebbe la cosa giusta da fare per i nostri clienti», ha affermato il direttore finanziario, James von Moltke. Il tutto mentre un crescente numero di imprese occidentali annuncia l’abbandono della Russia o la sospensione delle operazioni sul mercato russo, a seguito dell’invasione dell’Ucraina.
Andarsene non è la cosa giusta
«Noi siamo qui per supportare i nostri clienti per motivi pratici questa (lasciare la Russia-ndr) non è una opzione disponibile per noi. E non penso che sarebbe la cosa giusta da fare» ha detto Von Moltke «per le relazioni con i clienti e aiutarli a gestire le loro posizioni. Ovviamente dovremo guardare come si evolve questa situazione e considerare la nostra presenza in Russia, quando avremo un certo livello di chiarezza».
I crediti a rischio
Deutsche Bank ha comunicato di avere un rischio di credito complessivo da 2,9 miliardi di euro in Russia e che l’esposizione diretta è «molto limitata e gestita in modo adeguato». La banca ha comunicato che l’esposizione lorda in termini di impieghi è di 1,4 miliardi di euro, lo 0,3% del portafoglio prestiti complessivo, e di averla ridotta nelle ultime due settimane. Ci sono tuttavia 1,5 miliardi di euro di ulteriori rischi contingenti, che secondo la banca sono ampiamente coperti attraverso le garanzie sul credito di esportazione.
«Gli effetti di secondo e terzo livello della situazione attuale, che includono le sanzioni e il rischio legato alla sicurezza informatica, vengono valutati e monitorati con attenzione», ha detto Stuart Lewis, Chief Risk Officer. Le banche presenti sul mercato russo, che ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio, sono sotto pressione perché gli investitori iniziano a incorporare nei corsi di borsa possibili svalutazioni su crediti, un rallentamento della crescita economica e la perdita di ricavi.
I target per il 2025
Deutsche Bank ha presentato anche i target per il 2025, impegnandosi a migliorare la redditività, far crescere il fatturato e contenere i costi garantendo al contempo un ritorno per gli azionisti. Nello specifico, l’istituto di credito tedesco punta a un rendimento del patrimonio netto tangibile (Rote) al netto delle imposte di oltre il 10% nel 2025, con un rapporto costo/ricavi inferiore al 62,5%.
La crescita del fatturato annuo composto del 3,5%-4,5% rispetto al 2021 dovrebbe portare poi i ricavi netti del 2025 a circa 30 miliardi di euro (33,23 miliardi di dollari), ha continuato Deutsche Bank, che spera inoltre di distribuire circa 8 miliardi di euro agli azionisti nel periodo 2021-25, restituendo metà del suo utile netto a questi ultimi nel 2025 e successivamente.
Il dividendo
Di recente, la banca ha riferito che avrebbe pagato il dividendo per la prima volta dal 2019, un segnale di come abbia voltato pagina dopo una ristrutturazione lunga anni che l’ha vista pagare pesanti oneri. La stragrande maggioranza di questi è stata contabilizzata prima della fine del 2021. Deutsche Bank ha confermato infine i target per il 2022, che includono un ROTE al netto delle imposte dell’8% e un fatturato di 25 miliardi di euro.
La performance dei primi due mesi dell’anno è stata migliore rispetto a quella dello scorso anno, ha riferito la banca che, tuttavia, ha avvertito di non essere ancora in grado di valutare appieno le conseguenze negative della guerra in Ucraina.
Per saperne di più:








