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L’indice di divario reddituale generazionale certifica il deterioramento della posizione dei giovani | Il rapporto di Confprofessioni

L’indice di divario reddituale generazionale costituisce una misura sintetica efficace per cogliere la distanza economica tra coorti. Tale indicatore è definito come il rapporto tra il reddito individuale degli individui dai 25 ai 34 anni e quello percepito dalla fascia di età compresa tra i 55 e i 64 anni; nella sua declinazione per condizione occupazionale, esso mette in relazione il reddito dei giovani, distinti tra lavoratori dipendenti e indipendenti, con il reddito disponibile netto medio degli individui appartenentialla coorte più anziana.

L’evoluzione temporale dell’indice restituisce un quadro inequivocabile di progressivo deterioramento della posizione relativa dei giovani. Emerge dal rapporto dell’Osservatorio delle libere professioni, presentato oggi da Confprofessioni.

Nel 1987 il rapporto si attestava al 91%, indicando una distanza contenuta tra le due fasce anagrafiche; nel 2022 esso si riduce al 69%, segnalando un ampliamento significativo del divario.

L’evoluzione dei divari generazionali non appare uniforme nel tempo, ma è scandita da alcune fasi di discontinuità:

  • Un primo punto critico si colloca all’inizio degli anni Novanta, in concomitanza con profonde trasformazioni del modello economico e del sistema istituzionale, che segnano un ampliamento più strutturale delle distanze tra coorti.
  • Una seconda fase di accentuazione si osserva in corrispondenza della crisi del 2008, con effetti rilevanti sebbene di intensità più contenuta.

Al fuori di questi snodi, emergono segnali di attenuazione solo marginali, che non alterano la tendenza complessiva.

La disaggregazione per tipologia occupazionale consente di cogliere ulteriori elementi di complessità. Per i lavoratori dipendenti, l’andamento dell’indice è simile a quello osservato per il totale, pur presentando, a partire dalla crisi del 2008, una posizione relativamente più favorevole rispetto al complesso della popolazione di 55-64 anni. Ciò suggerisce una maggiore protezione di questa categoria rispetto alle dinamiche di peggioramento intergenerazionale.

Diversamente, il profilo dei lavoratori indipendenti si caratterizza per un andamento più irregolare del divario, in parte riconducibile alla composizione del campione. Se alla fine degli anni Ottanta i giovani indipendenti presentavano un livello di reddito superiore del 20% rispetto ai 55-64enni, nel 2022 la situazione risulta completamente ribaltata, con un differenziale negativo pari al 16%. Questo mutamento segnala un significativo deterioramento delle condizioni economiche dei giovani all’interno del lavoro autonomo, riflettendo trasformazioni strutturali che hanno inciso profondamente sui meccanismi di formazione e distribuzione del reddito in tale segmento del mercato del lavoro.

Ciò mostra come il rapporto tra reddito individuale per classe d’età e reddito medio complessivo si sia modificato in modo rilevante nel corso del tempo, restituendo un quadro dinamico delle trasformazioni nella distribuzione dei redditi lungo il ciclo di vita. Il confronto tra le diverse annualità evidenzia una progressiva perdita di posizione relativa dei più giovani rispetto alla media, a fronte di una sostanziale stabilità, se non di un rafforzamento, delle classi di età più avanzate.

Sotto il profilo strutturale, la distribuzione del reddito per età mantiene la tipica configurazione a campana, in cui i livelli reddituali risultano più contenuti nelle fasi iniziali della carriera, crescono progressivamente fino a raggiungere un massimo nelle età centrali e tendono successivamente a stabilizzarsi o a ridursi nelle fasi più avanzate. Tuttavia, l’analisi longitudinale suggerisce che tale forma, pur rimanendo riconoscibile, subisca nel tempo trasformazioni significative nella sua inclinazione e nella sua asimmetria.

In particolare, si osserva un progressivo abbassamento del lato sinistro della distribuzione, corrispondente alle classi più giovani, indicando una riduzione relativa dei redditi nelle fasi iniziali del ciclo lavorativo. Tale dinamica emerge con chiarezza dal confronto temporale: il rapporto tra reddito dei giovani e reddito medio, che nel 1987 si attestava su valori pari al 97%, si riduce nel 2022 al 78%.

Contestualmente, il vertice della curva tende a spostarsi verso età più elevate, riflettendo un prolungamento del periodo necessario per raggiungere i livelli reddituali massimi. Se nelle rilevazioni del 1987 il picco della distribuzione si collocava nella fascia di età 45-54 anni, nel 2022 risulta invece posticipato alla classe 55-64 anni, segnalando una più tardiva realizzazione della piena maturità economica.

Inoltre, il lato destro della distribuzione, relativo alle coorti più anziane, appare meno soggetto a flessioni rispetto al passato, segnalando una maggiore tenuta dei redditi nella fase finale della carriera.

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