Con un -2,2% segna una battuta di arresto il dato congiunturale delle esportazioni ad aprile, ultima rilevazione dell’Istat: le vendite all’estero del made in Italy arretrano sia per le vendite in area Ue (-2,1%) sia nel resto del mondo (-2,4%).
In calo anche le importazioni, -0,6%, che registrano un forte aumento degli acquisti di energia, +22,3%.
Per l’Italia il saldo commerciale di aprile 2026 è positivo per 4,293 miliardi, era stato di +4,709 miliardi a marzo e di +2,448 miliardi ad aprile 2025.
Pesa il deficit energetico che ad aprile è in aumento a 5,169 miliardi, superiore rispetto ai -3,934 miliardi di marzo ed -4,219 miliardi di un anno prima.
Intanto, sempre ad aprile, Eurostat registra che vira bruscamente in rosso la bilancia commerciale europea.
Su base annua è invece “sostenuta” – evidenzia l’Istat – la crescita dell’export italiano: nel confronto con aprile dello scorso anno l’aumento è dell’8,8% in valore e del 3,5% in volume, “coinvolge la maggior parte dei settori, a eccezione della farmaceutica”.
E’ in aumento anche il dato tendenziale delle importazioni, +5,5, soprattutto per i “maggiori acquisti di metalli e petrolio greggio”.
L’aumento su base annua delle importazioni è il dato che evidenzia il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Continua a crescere l’export italiano, che rappresenta quasi il 40% del Pil e questo deve anche farci essere più ottimisti sulla situazione economica”, dice: “I dati dell’export sono molto significativi perché nonostante i dazi, nonostante due guerre ai confini dell’Europa, le cose per quanto riguarda i nostri prodotti vanno bene, vanno nella giusta direzione”.
È confermato l’obiettivo del Governo di crescita delle esportazioni: “Siamo molto soddisfatti, il nostro Piano d’azione prevede il raggiungimento dell’obiettivo di 700 miliardi di export entro la fine del prossimo anno, stiamo andando in quella direzione”.
Obiettivo “possibile se si continua a lavorare di squadra”, commenta il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas, che dei dati Istat nota: arriva “inaspettata” la performance delle esportazioni verso gli Stati Uniti, che, “+12,1% ad aprile, +3,7% nel quadrimestre, continuano a crescere nonostante dazi e cambio euro-dollaro”.
Nei primi quattro mesi del 2026 – su base annua +3,2% e +1,4% l’import – l’avanzo commerciale è di +15,2 miliardi, in aumento rispetto agli 11,3 miliardi primi quattro mesi del 2025.
Intanto l’emergenza dei costi dell’energia, ma anche l’aumento per beni intermedi come prodotti chimici e metalli, spinge una “decisa accelerazione” dei prezzi all’import: ad aprile +3,3% rispetto al mese precedente, con una impennata su base annua al +4,6% dal +0,1% registrato a marzo.
In Europa – dati Eurostat – ad aprile la bilancia commerciale dell’Eurozona è in deficit di 1 miliardo di euro contro il surplus di 8,7 miliardi dello stesso mese del 2025; l’intera Ue passa dal surplus di 7,3 miliardi registrato un anno fa a un deficit di 7,1 miliardi.
Nei primi quattro mesi dell’anno il surplus dell’Eurozona è di appena 12,9 miliardi contro i 63,7 miliardi dello stesso periodo del 2025; l’Ue è passata da avanzo di 57,5 miliardi ad un deficit di 2,2 miliardi.
Su base annua, nell’Eurozona +5% le esportazioni ma le importazioni corrono di più, +9,3%; Nell’Ue +3,2% l’export e +10,1% l’import.








