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L’export a maggio decelera | Il report dell’Istat

A maggio 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+1,5%) rispetto alle esportazioni (+0,2%).

Secondo i dati Istat, il modesto incremento su base mensile dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+0,8%) e di una riduzione di quelle verso l’area Ue (-0,4%).

Nel trimestre marzo-maggio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,6%, l’import del 7,2%.

A maggio 2026 l’export cresce su base annua del 4,1% in valore mentre si riduce del 2,4% in volume.

La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati extra Ue (+6,8%) rispetto a quelli Ue (+1,7%).

L’import registra una crescita tendenziale del 7,3% in valore, molto più intensa per l’area extra Ue (+15,5%) rispetto a quella Ue (+1,3%); in volume, le importazioni diminuiscono del 2,5%.

Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+26,2%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+62,0%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+20,6%) e autoveicoli (+13,9%).

Si riducono su base annua le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-9,7%).

Su base annua, la Svizzera (+57,9%) è il paese che fornisce il contributo maggiore all’export nazionale; seguono Cina (+24,2%), Paesi Bassi (+8,6%) e paesi MERCOSUR (+21,2%).

Diminuiscono le esportazioni verso Turchia (-22,5%), Spagna (-8,5%), Stati Uniti (-3,6%) e Germania (-3,3%).

Nel periodo gennaio-maggio 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 3,4%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+29,5%).

L’apporto negativo maggiore deriva, invece, dalle minori esportazioni di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-4,0%) e articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti non classificati altrove (-5,3%).

La dinamica dell’export di maggio, spiega l’Istat, è in parte influenzata da vendite a elevato impatto di mezzi di navigazione marittima: al netto di queste, si stima una riduzione congiunturale (-1,0%) e una crescita tendenziale meno sostenuta (+3,3%).

Su base annua, la crescita dell’export è trainata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli, quella dell’import dai maggiori acquisti di petrolio greggio e di metalli.

Nei primi cinque mesi del 2026, la crescita tendenziale dell’export (+3,4%) è più accentuata di quella dell’import (+2,6%).

L’avanzo commerciale (+20,1 miliardi di euro) è in aumento rispetto ai primi cinque mesi del 2025 (+17,4 miliardi).

L’aumento su base mensile dei prezzi all’import si deve ai rialzi dei prezzi dei beni intermedi; l’accelerazione della loro crescita su base annua riflette principalmente l’andamento dei prezzi dei prodotti energetici, la cui crescita si amplia a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con maggio 2025, quando si registrarono ampi ribassi.

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