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L’equivoco della sinistra in politica internazionale | L’analisi di Tommaso Cerno

Scrive Tommaso Cerno sul Giornale“Tutti i salmi finiscono in gloria. Alla fine – fa ridere perfino dirlo – Donald Trump non voleva invadere nessuno, né la Groenlandia né le cantine dello Champagne di quel bollito di Macron – ma voleva, all’italiana, vedere l’effetto che fa.

E cioè capire che pezzo di Europa anti americana sarebbe stata pronta a rompere l’Alleanza atlantica alla vigilia del nuovo mondo post globale con la Cina pronta a prendersi tutto, e chi invece stava con l’Ovest, come si diceva una volta.

E la risposta è semplice: la sinistra che predica democrazia e razzola regimi non vedeva l’ora di cascarci anche stavolta.

Così ossessionata dai conservatori da preferire islamisti, comunismo cinese e roba del genere.

Alla faccia dei diritti civili e balle varie che va celebrando in piazza.

Ma ormai è talmente prevedibile che chi ci casca è fesso.

Che Donald Trump non si fidi di noi non solo è logico, infatti, ma è cosa buona e giusta.

Chiunque di fronte a un alleato così farebbe come lui.

Non per invadere la Groenlandia, che nessuno invaderà mai, ma per capire davvero con chi sta trattando.

D’altra parte noi siamo abituati a Bruxelles a parlare di civetterie.

A disquisire di leggi inutili e regolamenti.

A farci le unghie con il woke e la cultura gender.

Pronti sempre a deridere l’America salvo poi accorgerci che il Paese della democrazia è mille volte meglio di quei Paesi in cui la gente libera è messa, quando va bene, in carcere.

In altri casi a morte.

Ma contro gli Usa va bene lo stesso.

Perché fa salotto buono.

Salotto buono per fessi”.

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