Non esiste una manifattura europea.
Quella che viene così chiamata non è che la somma delle industrie nazionali.
Queste, pur integrate in rapporti di fornitura, sono fondamentalmente in competizione reciproca.
In effetti, non si hanno attività più footloose delle manifatturiere.
Quelle tecnologicamente avanzate, appetite da ogni nazione, sono in particolare soggette alle forze di agglomerazione di marshalliana memoria, che possono fatalmente condurre allo svuotamento di una regione a vantaggio della prosperità di un’altra.
La concentrazione delle imprese del cluster high-tech ad alta produttività della Silicon Valley a fronte di manifatture ordinarie e non un granché produttive nel resto degli Usa è lì ad esemplificare le dinamiche inique di questa geografia.
Quindi, se mai dovesse riuscire l’attrazione in Europa dell’high tech, auspicata dal rapporto Draghi, essa beneficerebbe solo alcune aree, non potrebbe essere un fenomeno diffuso.
È un non detto nella retorica dell’Europa manifatturiera.
Ma le industrie europee sono in competizione reciproca anche in termini più tradizionali di costo.
In questo caso è il passato successo del modello tedesco a ricordarcelo.
La competizione di costo (salari sotto la produttività e cambio reale deprezzato grazie all’essere parte dell’euro) fu alla base della riuscita resistenza della Germania alle spinte alla deindustrializzazione, a fronte della compressione che invece subivano le manifatture degli altri paesi che arrancavano, cercando di colmare i gap di competitività e di rincorrere il modello tedesco (Merkel ammoniva i periferici “fate i compiti a casa”).
Tutto questo fa parte di una stagione passata.
Ma anche nel nuovo mondo delle politiche industriali emergono preoccupanti fattori di frammentazione.
Si chiamano aiuti di stato.
Essi sembrano destinati a prendere il posto della svalutazione reale nel ruolo che questa ebbe, in quella tremenda stagione, nel sostenere l’industria tedesca, a svantaggio dei paesi che non possono permetterseli.
Tutto ciò anche per dire ai “manifatturieri” di casa nostra: calma a scaldarsi per il rinnovato interesse industriale dell’Europa, potrebbe non riguardare noi.








