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[L’anticipazione] Franco Gabrielli super commissario per emergenza e vaccini. Via i poteri ad Arcuri e alle Regioni. Ecco il piano Draghi per arrivare a 500 mila dosi al giorno

All’ex capo della Polizia potrebbe andare la delega per l’emergenza legata alla pandemia Alla Protezione civile il compito di accelerare sui vaccini.

Franco Gabrielli, appena nominato sottosegretario ai Servizi, potrebbe ricevere anche la delega di consigliere per la sicurezza nazionale del presidente del Consiglio.

In questo ruolo l’ex capo della Polizia sarebbe anche una sorta di super commissario per il coordinamento della gestione dell’emergenza innescata dal Covid-19 e dalle sue varianti. Piano per la somministrazione dei vaccini incluso.

Al programma vaccinale, che Draghi ritiene essenziale per uscire dalla spirale delle misure i essi attive e per garantire la ripartenza del Paese, lavorerà anche Fabrizio Curcio tornato alla guida della Protezione civile venerdì.

La notizia della delega per la sicurezza nazionale a Gabrielli non è ancora ufficiale. Dovrebbe trovare conferma domani con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto di nomina.

Da quel momento Gabrielli, oltre a occuparsi dei Servizi, potrà svolgere un ruolo di coordinamento di tutte le attività del governo legate alla lotta alla pandemia.

Insomma, stabilire ruoli e responsabilità, affidare incarichi. Dettare l’agenda vaccinale. E, soprattutto, la sua organizzazione.

Obiettivo: 500-600 mila dosi iniettate ogni giorno. 

Comincia dunque a prendere forma il piano di Mario Draghi per accelerare la campagna dei vaccini, come anticipa il .

L’asse Gabrielli-Curcio va di fatto a riproporre una collaborazione che ha radici lontane. Da capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, nel 2008, nominò proprio Curcio capo delle emergenze. E la squadra della Protezione civile è in realtà più allargata Guido Bertolaso nel 2007 chiamò Curcio che fino a quell’anno era stato impegnato nei Vigili del fuoco.

Inoltre, al Comitato tecnico scientifico c’è la sponda di Agostino Miozzo, che è coordinatore del Cts, e di Fabio Ciciliano, entrambi uomini della Protezione civile.

Insomma, se fino ad oggi la gestione della vaccinazione di massa oscillava tra Domenico Arcuri, il commissario che ormai ha un ruolo più defilato, e le Regioni, che però stanno andando in ordine sparso e con risultati molto differenti, ora si punta su un ruolo centrale della Protezione civile.

Curcio potrà mettere a disposizione l’esperienza sul fronte della logistica, soprattutto in quei territori in cui si stenta a partire. L

a Protezione civile, sulle grandi emergenze, ha dimostrato di sapere intervenire con efficacia e rapidità, allestendo tensostrutture dove servono. In questo caso può utilizzare fino a 300mila volontari e coordinare, cosa ancora più importante, i vari dipartimenti regionali. Questo è uno dei nodi: Curcio dovrà svolgere un ruolo di coordinatore e rendere omogeneo un sistema che oggi appare sfilacciato.

Attenzione però – precisa il quotidiano Il Messaggero – la Protezione civile si occuperà solo della logistica, le iniezioni spetteranno al personale sanitario delle Regioni e ai medici di base. 

Domenico Arcuri di fatto, uscirà di scena, e potrebbe finire a occuparsi, in veste di amministratore delegato di Invitalia, della logistica amministrativo-contrattuale che riguarda dosi, forniture e contratti firmati.

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