I biscotti Fox’s entrano nella galassia Ferrero. Cth, holding belga affiliata al Gruppo della Nutella, ha annunciato oggi l’acquisizione del noto marchio britannico, attivo dal 1853, dalla Northern Food Grocery Group Limited. L’accordo, che secondo indiscrezioni di stampa inglese si aggira sui 246 milioni di sterline, prevede l’acquisizione degli stabilimenti di Kirkham e Batley, dove circa 1.500 dipendenti producono i celebri biscotti e altri prestigiosi marchi molto amati Oltremanica.
Il completamento della transazione, soggetta al rilascio delle autorizzazioni di legge e alle consuete condizioni di chiusura, è previsto per i prossimi mesi. L’attività oggetto della vendita ha generato un fatturato pari a circa 157 milioni di sterline negli ultimi 12 mesi, oltre 172 milioni di euro al cambio attuale.
Ferrero continua dunque ad espandersi sui mercati internazionali, secondo una strategia avviata proprio dalla Gran Bretagna, nel 2015, con l’opa sul cioccolato Thorntons, prima acquisizione d’azienda nella storia del colosso dolciario. Da allora l’appetito dell’azienda piemontese, ma con head quarter a Lussemburgo, non è mai venuto meno. Dai biscotti belgi della Delacre ai gelati spagnoli della Ice Cream Factory comaker, dal business dolciario di Nestlè negli Stati Uniti agli snack Kellogg Company, sempre Oltreoceano.
Attraverso l’ultima acquisizione, Ferrero prevede di aumentare la propria quota di mercato nel settore dei biscotti di qualità, obiettivo a cui punta anche l’operazione Kelsen, azienda danese di cui ha già annunciato l’acquisizione dalla Campbell Soup Company. Il brand Fox’s, del resto, è famoso in Inghilterra per i biscotti al burro Crinkle Crunch e Viennese al cioccolato, che i buongustai considerano perfetti per il tea break.
Gli effetti delle precedenti acquisizioni sono riportati nel bilancio consolidato, chiuso lo scorso 31 agosto con un fatturato di 11,4 miliardi di euro, in aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente, quando era stato di 10,7 miliardi. A quella data il Gruppo era costituito da 104 società e poteva contare su 31 stabilimenti produttivi, i suoi prodotti presenti – direttamente o tramite distributori autorizzati – in oltre 170 Paesi. Ingente l’ammontare degli investimenti per aumentare la propria capacità produttiva, 663 milioni, 580 dei quali su immobili, impianti e macchinari.
Con l’ultimo shopping – i biscotti britannici Fox’s, che esistono dal 1853 – continua l’espansione della galassia Ferrero. Il gruppo di Alba, dal 2015, ha aperto un nuovo capitolo della propria storia, che fino ad allora era stata basata sulla crescita organica, dando il via a una serie di acquisizioni, che hanno portato l’azienda ad affiancare ai marchi storici – Nutella, Kinder, Estathè, Tic Tac – nuovi settori una sempre maggior presenza mondiale. Se Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del gruppo, è l’uomo più ricco d’Italia, lo e’ anche perché il suo impero, che nel bilancio chiuso il 31 agosto 2019 contava 104 società e 31 siti produttivi, con una presenza diretta o tramite distributori autorizzati in 170 paesi nel mondo, ‘fattura’ 11,4 miliardi l’anno.
Negli ultimi anni, prima di mangiarsi i ‘cookies’ Fox, che valgono 172 milioni di ricavi annui, il gruppo aveva rafforzato la propria posizione in altri Paesi europei ma anche oltre Atlantico: negli Usa Ferrero ha acquistato il business dolciario di Nestlè ma anche gli stack di Kellogg Company. Nel Vecchio Continente, invece il gruppo ha puntato forte sul settore dei biscotti di qualità, con quelli belgi della Delcre me anche con l’azienda danese Kelsen, acquistata dalla Campbell, famosa per le iconiche zuppe in scatola. Sul fronte dei gelati, oltre all’acquisto della spagnola Ice Cream Factoy Comaker, tramite un accordo con Unilver, che possiede i marchi Algida, Magnum e Grom.








