Intesa Sanpaolo rilancia sulla Zona Economica Speciale con un nuovo piano strategico da 60 miliardi di euro destinato a sostenere investimenti, infrastrutture e sviluppo produttivo.
Il progetto, denominato “ZES 2.0”, è stato presentato oggi a Bari nel corso di un incontro organizzato insieme a Confindustria e al Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Mezzogiorno come motore della crescita economica nazionale e attrarre nuovi capitali anche dall’estero.
L’iniziativa estende su scala nazionale il modello sperimentato nelle regioni meridionali, mettendo a disposizione nuove risorse per favorire investimenti produttivi, opere di adeguamento infrastrutturale ed energetico e processi di crescita delle imprese.
Tra le misure annunciate figurano per esempio il rafforzamento del supporto all’internazionalizzazione delle Pmi, un roadshow in Italia e all’estero per attrarre investitori e un servizio di advisory dedicato a operazioni di finanza straordinaria, passaggi generazionali e fusioni e acquisizioni.
Per le imprese che investiranno nelle aree Zes è stata inoltre predisposta una linea di finanziamento con tassi agevolati, complementare agli incentivi pubblici già esistenti.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente di Confindustria Bari e BAT Mario Aprile e la direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Alessandra Modenese.
Tra gli interventi anche quello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra, che ha evidenziato i risultati prodotti dalla riforma della Zes unica.
“Dalla riforma intervenuta nell’autunno del 2023 ad oggi l’impatto legato agli investimenti privati al Sud è stato di 20 miliardi di euro.
Si stima che l’impatto economico complessivo abbia determinato una ricaduta di 58 miliardi di euro e di 65 mila posti di lavoro.
È una vera strategia di politica industriale, soprattutto nel Mezzogiorno, rivolta alle piccole e medie imprese”.
Il sottosegretario ha ricordato che la legge di Bilancio 2026 ha già stanziato 4 miliardi di euro per i prossimi tre anni a sostegno dello strumento.
Secondo Sbarra, la crescita del Mezzogiorno passa inoltre dall’integrazione tra Zes, Pnrr, politiche di coesione e incentivi all’occupazione.
“L’obiettivo è costruire un coordinamento tra questi strumenti per consentire al Mezzogiorno di recuperare i divari storici con il resto del Paese e frenare la mobilità dei giovani dal Sud verso il Nord”.
Rispetto all’ipotesi di estendere alcuni meccanismi della Zes anche al Centro-Nord, il sottosegretario ha osservato che “la prospettiva di applicare le semplificazioni burocratiche e amministrative può rappresentare una straordinaria opportunità per tutto il Paese”, pur ribadendo che incentivi fiscali, sostegni all’occupazione e agevolazioni al credito devono restare prioritariamente destinati al Mezzogiorno per colmare gli storici divari territoriali.
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il nuovo “Check-up Mezzogiorno”, realizzato da Srm insieme a Confindustria, dal quale emerge che tra il 2019 e il 2025 il Pil del Sud è cresciuto dell’8,3%, a fronte del +6,3% registrato a livello nazionale.
“Oggi finalmente stiamo cambiando la narrazione: il Sud rappresenta una parte della soluzione per la crescita dell’Italia.
La ZES Unica sta dimostrando che, quando si riducono la burocrazia e l’incertezza, gli investimenti arrivano e generano valore.
Il Sud può diventare la piattaforma industriale dell’Italia nel Mediterraneo, ma servono continuità, infrastrutture, capitale privato e una forte alleanza tra istituzioni, sistema bancario e imprese”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
“Siamo convinti dell’efficacia della ZES come leva strategica per la crescita del Mezzogiorno e di altre aree del Paese.
La nuova disponibilità di ulteriori 60 miliardi di euro integra la semplificazione delle procedure amministrative e rafforza il nostro impegno a favore delle imprese, proseguendo un percorso che dal 2020 ha visto oltre 28 miliardi di euro erogati alle regioni meridionali”, ha aggiunto il responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo Stefano Barrese.








