“Non è possibile – si legge in una nota dell’Inps – utilizzare la definizione Istat di povertà, che è tipicamente incentrata su informazioni sui consumi della famiglia, non disponibile nell’indagine Silc. Non è anomalo che vi siano differenze anche importanti tra i due insiemi, e che pertanto la scelta del legislatore non sia necessariamente comparabile con le misure standard di povertà relativa. In letteratura inoltre vi è una grande varietà nella scelta della soglia della linea di povertà, dal 40% al 60% del reddito disponibile equivalente mediano”.
“La scelta della soglia quantifica il gruppo dei non poveri: più bassa è la soglia più ristretto il gruppo dei poveri. Inoltre, nell’esercizio di microsimulazione si è costretti ad utilizzare una misura simile a quella Ocse, cioè calcolata come percentuale del reddito mediano, poiché non è possibile utilizzare informazioni sui consumi. I percettori di RdC nel modello di microsimulazione vengono stimati con la banca dati Silc che considera i dati fiscali del 2015 (dichiarati nel 2016), quando pertanto erano in vigore altre misure di sostegno al reddito. È quindi possibile – sottolinea ancora l’Inps – che la composizione dei nuclei familiari e la distribuzione dei redditi possano essere variata negli anni più recenti”.
“La fonte dell’equivoco è che circa 1,468 milioni di individui risulterebbe, nelle stime, percettori di RdC pur non risultando nella platea dei poveri relativi elaborata seguendo i criteri Ocse. In questo gruppo, oltre a lavoratori in nero (che potrebbero risultare senza redditi nei dati amministrativi pur dichiarando redditi nell’indagine Silc) e a fenomeni di evasione/elusione fiscale, vi sono i lavoratori proprietari della casa nella quale vivono ai quali viene attribuito un fitto figurativo (nella tabella l’immobile viene valutato rispetto ai prezzi di mercato). Dal momento che in media l’80% dei nuclei familiari italiani possiede l’abitazione in cui abita, tale integrazione può avere un impatto significativo sull’inclusione di non poveri nella platea dei percettori di RdC”.
“Da ultimo, è utile ricordare che gli individui intervistati in Silc devono avere contezza e memoria nella loro intervista dell’ammontare del reddito percepito: se si assume che invece vi siano dei problemi di misurazione legati all’incapacità di calcolare ex-post l’ammontare del proprio reddito nell’anno si avrebbe un impatto sulla dimensione del gruppo degli individui non poveri. Considerato che non è stata effettuata una partizione dei non poveri – conclude l’Inps – anche per gli inevitabili margini di approssimazione che avrebbe contenuto, non è possibile fare nessuna deduzione scientificamente affidabile circa l’inclusione di possibili evasori nella platea”.








