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Le statistiche di Banca d’Italia: debito pubblico e indice dei prezzi in aumento, stabile lo spread

L’inflazione a maggio ancora in crescita, mentre la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio cominciano a farsi sentire sul debito che nel mese di aprile ha raggiunto un nuovo record sfiorando 2.700 miliardi. È quanto emerge dalle ultime statistiche della Banca d’Italia su “Finanza Pubblica: Fabbisogno e Debito”, diffuse nel giorno in cui l’Istat conferma le stime sui prezzi al consumo di maggio.

Lo spread

Nel mese di aprile si segnala anche un aumento delle entrate tributarie e un miglioramento del fabbisogno. Due dati positivi e importanti che affiancano quello della tenuta dello spread. Il differenziale fra il Btp decennale e il Bund, infatti, dopo aver toccato 101 punti, ha chiuso stabile a 102 con il rendimenti a 0,78%. L’Istat ha confermato le stime preliminari dell’inflazione del mese di maggio, che segna un +1,3% rispetto al maggio 2020 mentre rispetto ad aprile resta fermo l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi.

Il trend globale sull’andamento dei prezzi

Il dato di maggio segna un nuovo aumento dell’indice dei prezzi, dopo il +1,1% del mese di aprile. Si tratta del quinto mese di seguito. Un aumento leggemente inferiore in misura, che conferma come i prezzi in Italia siano in linea con l’andamento globale. Nel mese di maggio in Germania, ad esempio, i prezzi hanno raggiunto un +2,5%, mentre negli Stati Uniti hanno raggiunto un +5%. L’andamento viene seguito con “attenzione” dalle Banche Centrali, ma per il momento senza preoccupazione.

Dietro quest’accelerazione tendenziale in Italia la causa è riconducibile ai prezzi dei Beni energetici, la cui crescita passa da +9,8% di aprile a +13,8% di maggio, mentre i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (il cosiddetto carrello della spesa), continuano a scendere (da -0,7% a -0,9%). Giù anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona la cui crescita (+0,7% ad aprile).

Il debito pubblico

Il debito pubblico ad aprile segnando il nuovo record a 2.680,5 miliardi di euro registra un aumento di 29,3 miliardi rispetto al mese di marzo. Del debito complessivo Banca d’Italia, a fine aprile, detiene 600,8 miliardi (una quota pari al 22,4% cioè 0,2 punti percentuali in più rispetto al mese di marzo), per lo più (596,0 miliardi) costituita da titoli. Nel complesso del debito pubblico i titoli a medio e lungo termine valgono 2.123,5 miliardi. La vita media residua del debito è lievemente aumentata, a 7,5 anni. Banca d’Italia aggiunge che «il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 25,9 miliardi mentre quello delle Amministrazioni locali di 3,5 miliardi», quanto al debito degli Enti di previdenza questo è rimasto invariato.

Da Via Nazionale fanno sapere che l’incremento del debito riflette l’aumento delle disponibilità liquide (17,1 miliardi, a 101,8) e il fabbisogno del mese di aprile (11,9 miliardi). Quest’ultimo risulta in miglioramento rispetto all’aprile 2020 (17,2 miliardi di euro). Sul debito cominciano a pesare gli «gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio» che hanno aumentato il debito per ulteriori 0,4 miliardi. In aumento, sempre nel mese di aprile, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato, che sono state pari a 31,8 miliardi, in aumento di 7,7 miliardi (+31,8%) rispetto allo stesso mese del 2020. Nei primi quattro mesi del 2021 le entrate tributarie sono state pari a 127,8 miliardi, in aumento di 8,7 miliardi (+7,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

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