Nel 2025, il settore culturale dell’Unione europea impiegava 8,9 milioni di persone, pari al 4,3% dell’occupazione totale.
Quasi la metà degli occupati nel settore culturale (48,5%) aveva un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.
La ripartizione di genere era sostanzialmente equilibrata: le donne rappresentavano il 49,6% e gli uomini il 50,4%.
È quanto emerge dai dati dell’Eurostat.
La forza lavoro del settore culturale possedeva, in media, un livello di istruzione più elevato rispetto alla forza lavoro complessiva.
Tra tutti gli occupati nel settore culturale, solo il 6,7% aveva un livello di istruzione pari o inferiore alla scuola secondaria di primo grado.
Il 31,3% aveva completato la scuola secondaria di secondo grado o un percorso post-secondario non terziario.
La maggioranza (61,9%) possedeva un titolo di istruzione terziaria.
In 17 dei 27 Paesi dell’Ue, l’occupazione nel settore culturale si attestava tra il 4% e il 5% dell’occupazione totale.
Le quote più elevate di occupati nel settore culturale si registravano nei Paesi Bassi (5,7%), in Estonia (5,3%) e a Malta (5,1%).
Per contro, le quote più basse si riscontravano in Romania (1,8%), Slovacchia (3,3%) e Irlanda (3,4%).








