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In Italia la quota delle auto Ecv è ferma al 12,8% contro una media Ue del 31,2% | L’analisi Unrae

“Anche nel 2025 il decollo della transizione energetica in Italia è stato rinviato all’anno prossimo”.

“Gli incentivi del Mase, quasi 600 milioni del Pnrr sottratti alle infrastrutture di ricarica pubbliche, hanno generato il consueto effetto attesa per poi portare a quote di picco solo negli ultimi due mesi dell’anno”.

Lo ha dichiarato Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, in concomitanza con la pubblicazione della 29ª sintesi statistica Unrae che evidenzia come l’Italia continui a rimanere indietro nella transizione energetica e il mercato dei vari comparti non brilli per risultati.

“L’Italia nel 2026 è l’unico grande mercato senza incentivi ai privati, che pagano prezzi di ricarica fra i più elevati del continente, mentre resta al palo la revisione in chiave green della fiscalità aziendale, nonostante la proroga della Delega Fiscale.

“A tale riguardo, la recente concessione da parte della Commissione di una flessibilità dello 0,3% sui vincoli di bilancio rappresenta per l’Italia un tesoretto da 14 miliardi di euro, che costituirebbe una fonte ideale di finanziamento per defiscalizzare la transizione energetica delle flotte aziendali, ha indicato Cardinali.

Secondo la sintesi statistica, le vetture ricaricabili (elettriche pure e ibride plug-in) si fermano al 12,8% di quota (6,2% Bev e 6,6% Phev), contro una media del 31,2% negli altri 30 Paesi, confermando l’Italia all’ultimo posto fra i maggiori mercati europei, superata anche dalla Spagna (19,6%).

Regno Unito, Germania e Francia registrano performance nettamente migliori, rispettivamente al 34,5%, 30,0% e 26,7%.

Nel 2025 il comparto autovetture mostra un calo del 2,1% in Italia, a fronte di un +2,4% in Europa.

Anche gli altri comparti soffrono: i mezzi pesanti arretrano del 2,5%, i furgoni del 4,9% e gli autobus del 19%, dopo i picchi del 2024 sostenuti dai fondi Pnrr.

Solo i trainati si riportano una crescita (+14,6%).

Al contempo risulta ancora insufficiente la capillarità delle infrastrutture di ricarica pubbliche, nonostante l’Italia abbia raggiunto gli oltre 76.000 punti (al 31.03.2026), di cui il 22% con potenza pari o superiore a 50 kW.

Con 15,5 punti di ricarica ogni 100 km di strade, il Paese rimane inchiodato al 16° posto in Europa, lontano dalla media europea di 22,1 punti ogni 100 km.

Secondo il report, il parco circolante italiano a fine 2025 risulta pari a 46,5 milioni di autoveicoli di cui oltre 41 milioni con età media di 13 anni (20,6% ante Euro 4), 4,6 milioni di veicoli commerciali leggeri con età media di 15,2 anni (35,5% ante Euro 4), 765.000 veicoli industriali con età media di 14,5 anni (47,0% ante Euro V) e 64.000 autobus con età media di 10,8 anni (22,7% ante Euro 4).

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