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Riccardo Illy (presidente Polo del Gusto del Gruppo Illy): «Covid alla quarta ondata, no pass incomprensibili»

L’Italia sta attraversando la quarta ondata, «prevista da molti virologi (fra i quali spicca il prof. Massimo Galli) diversi mesi fa». Questo quanto afferma Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto del Gruppo Illy. Nonostante l’«aumentano tasso di contagio, numero di contagiati, ricoveri ordinari, ricoveri in terapia intensiva e infine, ahimè, il numero di decessi giornalieri» sostiene Illy, «i dati italiani sono di gran lunga migliori di quelli di molti altri paesi, come gli USA, la Russia, la Gran Bretagna, la Germania, l’Ucraina, la Turchia».

«Ciò non è frutto del caso o della fortuna, bensì di una accorta e prudente gestione della pandemia. In Italia sono state prese e attuate decisioni progressivamente più stringenti ed efficaci man mano che si rendevano disponibili i vaccini; grazie alla guida del generale Figliuolo è stato organizzato un servizio di vaccinazioni diffuso capillarmente sul territorio che, grazie all’ampia disponibilità di dosi, consente oggi di somministrare la terza dose di vaccino cominciando dagli ultrasessantenni e di vaccinare i bambini», scrive su InPiù.net.

«La strategia messa in atto in Italia, culminata con l’introduzione del green pass, ha dato risultati talmente positivi da indurre i governi di altri paesi a copiarla. Uno in particolare, l’Austria, ha deciso di andare oltre prevedendo l’obbligo di vaccinazione (non solo del green pass che si può ottenere grazie all’esito positivo di un tampone) per accedere a ristoranti e luoghi pubblici».

«Tutto ciò può preludere all’introduzione dell’obbligo tout-court di vaccinazione, che sarà possibile solo dopo l’approvazione definitiva dei vaccini da parte dell’autorità sanitaria europea EMA. Che troverebbe nell’etica, oltre che nella buona prassi medica, ogni più ampia giustificazione; vaccinarsi significa, per quelli che possono farlo, proteggere sé stessi e soprattutto gli altri che non possono vaccinarsi. Parliamo di circa il 5% della popolazione che, per varie ragioni mediche, rischierebbero con la somministrazione del vaccino più di quanto rischiano con il contagio del virus».

«In questa situazione già tesa, che peggiorerà nelle prossime settimane quando inizierà l’inverno, le sguaiate e talvolta violente proteste dei no-vax e no-pass risultano particolarmente incomprensibili. Dopo 7 miliardi di somministrazioni con effetti collaterali gravi quasi inesistenti, invocare la insufficiente sperimentazione è semplicemente grottesco».

«Le manifestazioni concentratesi a Trieste hanno portato la città ai vertici dei contagi; la Regione Friuli-Venezia Giulia è alla pari con il Veneto, che ha quattro volte gli abitanti, per numero di contagiati. Viene da chiedersi fino a quando la libertà di pochi di manifestare (senza rispettare le regole) debba prevalere sul diritto (di tutti, e soprattutto dei non vaccinabili) alla salute». 

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