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Il Libano escluso dai negoziati tra Stati Uniti e Iran | L’analisi di Francesca Mannocchi

Francesca Mannocchi analizza sulla Stampa il paradosso del Libano nella nuova intesa tra Stati Uniti e Iran.

Pur essendo il territorio su cui si gioca una parte decisiva dell’accordo, il Libano è rimasto escluso dal tavolo negoziale.

Dalle colonne del quotidiano, Mannocchi sostiene che la stabilità dell’intesa dipende dalla capacità di Washington di convincere Israele a ritirarsi dal Libano meridionale e a rispettare il cessate il fuoco.

Ma proprio qui emerge la debolezza americana: Trump ha firmato un accordo che richiede comportamenti da parte di Israele che non può realmente imporre.

Il Libano diventa così il punto di intersezione tra gli interessi di Iran, Israele e Stati Uniti.

Per Teheran è una leva strategica collegata anche allo Stretto di Hormuz; per Netanyahu è una questione di consenso interno e di sopravvivenza politica; per Trump è il test decisivo della credibilità della sua diplomazia.

La conclusione è amara: il Paese che paga il prezzo più alto della guerra è assente dai negoziati che ne decidono il destino.

Il Libano non è un soggetto politico della trattativa, ma il terreno su cui gli altri attori misurano la propria forza.

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