La democrazia dall’alto.
Gustavo Zagrebelsky già presidente dell Corte Costituzionale si sofferma a riflettere sulla nascita del governo Draghi, avvenuta sotto la regia del presidente della Repubblica nel pieno rispetto delle norme costituzionali.
«Ma i sistemi di governo – osserva il costituzionalista – non vivono solo di norme scritte. La formazione del governo è regolata solo nel suo scheletro essenziale da norme scritte e, per la gran parte, da norme “convenzionali”».
«Il compito del presidente della Repubblica è di registrare la situazione politico-parlamentare e di favorire, ove occorra, la formazione d’una maggioranza che esprima, sostenga il governo e gli conferisca la fiducia che è necessaria per governare».
«Egli è un regista, ma non è l’autore del copione; l’indirizzo politico e il governo che ne deriva non spettano a lui. A ciò servono le consultazioni delle forze politiche, le “esplorazioni”, l’incarico al presidente del Consiglio designato che “si riserva” di accettare la nomina all’esito di ulteriori consultazioni parlamentari» spiega in un lungo editoriale per il quotidiano La Repubblica.
«Questa procedura a volte risulta stucchevole, bizantina e farraginosa, ha una logica: il governo “dal basso”. La logica dal basso è, precisamente, la logica della democrazia rappresentativa. Il buon esito, però, non è affatto garantito. Questo è il grande rischio della democrazia: l’impasse».
«In presenza dello stallo, la logica si rovescia: al “dal basso” si sostituisce il “dall’alto”. Questa alternativa è risultata chiarissima nella drammatica dichiarazione pubblica del 2 febbraio con la quale il presidente della Repubblica ha certificato l’inesistenza d’una maggioranza politica parlamentare e il fallimento delle iniziative per formarla, ma ha escluso un ritorno anticipato alle urne per l’emergenza sanitaria in corso».
«Si è fatto dunque uso di un potere presidenziale di riserva, ma – conclude Zagrebelsky – la sostituzione del “basso” con “un alto”, non è buona cosa per la democrazia, ma è ottima per l’oligarchia».








