Il mercato petrolifero globale potrebbe perdere circa 100 milioni di barili di approvvigionamento per ogni settimana in cui lo Stretto di Hormuz rimane chiuso se le interruzioni continueranno al ritmo attuale.
Ad affermarlo è il Ceo di Saudi Aramco, Amin Nasser secondo quanto riferisce il ‘Wall Street Journal’.
Nel corso di una conference call in occasione dei risultati del gruppo Nasser ha affermato che il mercato ha già perso circa 1 miliardo di barili di forniture petrolifere durante la crisi, anche se parte delle perdite è stata compensata da rotte di esportazione alternative che aggirano Hormuz e dal rilascio di riserve strategiche di petrolio.
“Lo shock sull’approvvigionamento energetico iniziato nel primo trimestre è il più grande che il mondo abbia mai sperimentato”, sottolinea Nasser commentando i dati del primo trimestre durante il quale Saudi Aramco ha registrato un aumento del 25% dell’utile netto.
Secondo la compagnia petrolifera nazionale saudita se la riapertura di questa cruciale rotta marittima dovesse ritardare di diverse settimane, i mercati petroliferi potrebbero non tornare completamente alla normalità prima del 2027.
Nasser ha spiegato che Saudi Aramco sta valutando modi per ampliare la capacità di esportazione del terminale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, oltre i 5 milioni di barili al giorno attuali.
Il terminale consente alle esportazioni saudite di greggio di aggirare lo Stretto di Hormuz con l’oleodotto East-West pipeline.








