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Guerra in Iran: la domanda globale di petrolio si contrarrà di 80 mila barili al giorno nel 2026 | Il rapporto mensile Aie

Mentre gli effetti della guerra in Medio Oriente continuano a perturbare i mercati petroliferi, l’ultimo Rapporto mensile dell’Iea, l’Agenzia internazionale dell’energia, mostra come il grave shock dell’offerta stia ora pesando sulla domanda globale.

Secondo il Rapporto, l’offerta globale di petrolio è diminuita del 10% a marzo, attestandosi a 97 milioni di barili al giorno, a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente e del crollo del traffico marittimo attraverso lo strategico Stretto di Hormuz.

Per mitigare l’impatto immediato di queste interruzioni dell’offerta, consumatori e raffinerie hanno attinto alle scorte di petrolio. Tuttavia, laddove le scorte non sono sufficienti a colmare completamente il divario, la domanda ha subito un duro colpo. In particolare, i produttori petrolchimici asiatici hanno ridotto i tassi di produzione a causa dell’esaurimento delle materie prime.

Anche le famiglie e le imprese che utilizzano gas di petrolio liquefatto (Gpl) sono state colpite, mentre le cancellazioni dei voli in Medio Oriente e in alcune parti dell’Asia e dell’Europa hanno portato a un forte calo del consumo di carburante per aerei.

Di conseguenza, il rapporto Aie prevede che la domanda globale di petrolio si contrarrà di 80.000 barili al giorno quest’anno. Questo dato contrasta con la precedente previsione, antecedente allo scoppio delle ostilità, che prevedeva una crescita della domanda globale di 850.000 barili.

Il rapporto sottolinea che, sebbene la situazione continui a evolversi rapidamente, la ripresa dei flussi regolari attraverso lo Stretto di Hormuz rimane la variabile più importante per alleviare la pressione sulle forniture energetiche, sui prezzi e sull’economia globale. Anche dopo la riapertura dello Stretto, ci vorrà del tempo prima che i flussi si normalizzino.

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