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Giosy Romano, Presidente Consorzio ASI e Commissario straordinario ZES Campania e Calabria: “Così aiutiamo le imprese” | Stati Generali della Ripartenza

Nella giornata del 24 novembre, il Presidente Consorzio ASI e Commissario straordinario ZES Campania e Calabria, Giosy Romano, ha dialogato con Lirio Abbate, Caporedattore de La Repubblica, durante il panel Il Sud ponte del Mediterraneo: un’opportunità di rinascita per un intero territorio… e di ricollocazione (reshoring) mirata?, nel corso degli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.

Alle domande poste da Abbate in merito al fatto che le Zes potessero rappresentare uno strumento utile per velocizzare e sburocratizzare gli investimenti e circa quale futuro avrà il territorio meridionale senza le Zes, Giosy Romano risponde: “Il tema è quello della trasformazione del territorio, o meglio dei soggetti che abitano in quel territorio, da sudditi ad attori protagonisti. Ed è ciò che si è determinato con la zona economica speciale. Mi piace citare un esempio che credo dia il senso ed il segno tangibile di un risultato forse nemmeno così immaginato, così importante, che è quello dell’ex opificio di Whirlpool abbandonato da una multinazionale, riallocato sul mercato e chi lo ha acquisito è un imprenditore figlio di quella terra. E quindi è un’operazione di reshoring ed ora ci producono componenti per pannelli fotovoltaici, quindi anche un’innovazione rispetto al territorio. È una fabbrica che si chiama fabbrica green (Italian Green Factory), quindi di sostenibilità ambientale piena, tesa a riallocare in quell’opificio innanzitutto le 312 maestranze prima licenziate da Whirlpool. Perché quell’aspetto che lei rimarcava della semplificazione burocratica, che io da commissario di governo ho cercato di incarnare, ha fatto sì che il commissario di governo, grazie a una sinergia importante col Comune di Napoli, con la Regione Campania e con la Prefettura, ponesse con procedura semplificata attuata dal commissario di governo, quell’opificio sul mercato, con un bando semplificato che ha visto il suo esaurimento in solo 30 giorni dall’emanazione. Quindi ripeto, 312 lavoratori prima licenziati che sono stati riassunti in un arco temporale che va da marzo, data dell’emanazione del bando, ad aprile, data di assegnazione del bando, al 31 ottobre hanno sottoscritto il contratto di assunzione del bando”.

E poi aggiunge: “Se non ci fosse stata la Zes, per un imprenditore che volesse prendere quello stabilimento, ci sarebbe stata una procedura di evidenza pubblica sicuramente più farraginosa. Basti pensare alla circostanza per la quale quell’opificio è dismesso da quattro anni e in quattro anni non si era trovata una soluzione. La soluzione si è trovata allorquando il commissario di governo ha riacquisito a costo zero da Whirlpool quell’opificio e lo ha riallocato sul mercato. E quella semplificazione burocratica ha garantito questo risultato, che non è il solo però”.

“Io tornerò a casa, – continua Romano parlando del suo futuro – nel senso che continuerò a fare il presidente del Consorzio Asi di Napoli che ancora faccio e dismetterò le mie funzioni da Commissario straordinario ZES Campania e Calabria nonostante io credo di aver lavorato al massimo delle possibilità garantendo nei territori che mi appartenevano nuovi investimenti per circa 2 miliardi di euro e quindi credo di aver generato dei risultati. Poi ovviamente la visione del legislatore è quella diametralmente opposta a quella che è accaduto negli altri paesi. Mi riferisco in particolare all’esempio cinese dove c’è la zona di Shenzhen che viene nominata sempre per essere il primo prototipo di zona economica speciale che ha trasformato un territorio e in quella zona siamo andati in modo diametralmente opposto. È già dall’88 che si danno poteri anche legislativi ai singoli territori”.

Abbate chiese se sia davvero possibile fare impresa nel meridione e Romano replica: “Io ne sono pienamente convinto e lo dicono i fatti. Io credo che occorra anche cominciare a mutare la narrazione del Sud. Veniva prima rappresentato, è un luogo comune quello che il Sud non sappia spendere i fondi che gli vengono destinati. Ma ancora con esempi pratici, fatemi parlare del PNRR che assegna alla ZES Campania 136 milioni di euro. Di questi 136, 98 vengono attribuiti al Commissario di Governo e sono stati tutti spesi prima che arrivassero, quindi in pieno rispetto dei target imposti del PNRR. Si può fare impresa, tant’è che, e qui ancora un luogo comune, Caivano, che agli onori della cronaca degli ultimi tempi per essere tacciata come terra solo di malaffare, possiede un agglomerato industriale di 135 imprese con 3200 occupati che generano sul territorio uno sviluppo incredibile, un indotto incredibile. I numeri della ZES Campania raccontano di investimenti per 23 miliardi di euro, tra diretti ed indotto, di 22 mila nuovi occupati”.

E poi Romano conclude il suo intervento con un accenno sui territori calabresi, “Sulla Calabria, anche qui, fatemi rappresentare un esempio pratico, Callipo, industria del tonno agroalimentare, ha avuto un’autorizzazione per un nuovo insediamento in cinque giorni lavorativi. Ha determinato un effetto strepitoso. E ancora la Calabria, rispetto ai fondi del PON Legalità, è riuscita a bandire in un mese un bando di 20 milioni di euro. Lunedì c’è l’aggiudicazione di quel bando, soldi che erano stati persi perché non fruiti da un organo capace di assumersi responsabilità. La responsabilità è quella che riesce a determinare il mutamento della narrazione”.

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