Per sfruttare a pieno le opportunità forniteci dal Pnrr è necessario che la crescita abbia «qualità e durata». Questa la posizione del commissario europeo all’attività economica e monetaria, Paolo Gentiloni, che sostiene che il prossimo autunno potrebbe essere «il più importante in termini economici degli ultimi 30 anni».
«Diamo un futuro a questa nuova Europa che decide di mettere debito in comune e decide di farlo riequilibrando verso i paesi in maggiore difficoltà, non distribuendo questo debito comune in maniera uguale a tutti i paesi», ha premesso Gentiloni, ricordando che in queste settimane ha «firmato accordi per distribuire circa 50 miliardi di euro di pre-finanziamento di questi accordi, dei quali 26 andavano all’Italia, un po’ più della metà».
Quindi, ha continuato il commissario, «andiamo forse verso forse l’autunno più importante in termini economici da 30 anni in Italia», ma ha lamentato l’ex premier intervenendo al Meeting di Rimini, «non mi pare che ce ne rendiamo conto abbastanza, devo essere onesto».
«Abbiamo chiara la posta in giorno dei prossimi mesi, non dei prossimi anni? Le riforme da fare in Parlamento, gli investimenti da decidere?», si è chiesto Gentiloni. «Perché», ha proseguito «la situazione per certi versi, nonostante i dubbi legati alla pandemia, è una situazione ideale. Abbiamo davvero una ripresa economica molto significativa in Europa. A luglio abbiamo avuto migliori dati di crescita economica da 20 anni a questa parte, in Italia e in Europa. E adesso con queste risorse comuni possiamo dare a questa ripresa qualità in termini di sostenibilità ambientale e un carattere duraturo».
«Oppure» ha avvertito ancora il membro dell’esecutivo europeo «possiamo non farlo, allora avremo un rimbalzo e tra un anno o due anni saremo da capo alla crescita striminzita, al divario tra Nord e Sud, alle difficoltà del nostro paese».
In tal senso, ha chiarito Gentiloni «questa sfida che dovrebbe essere vissuta come una missione nazionale di tutti i partiti politici, governo e opposizione, di tutte le forze sociali, della cultura, di tutto il paese, a mio avviso non ce l’abbiamo ancora chiara. Il dibattito italiano mi sembra un dibattito che non tiene conto della straordinarietà di questa occasione e dei rischi di fallirla questa occasione».
Gentiloni ha citato il presidente del Consiglio Mario Draghi che al Meeting di Rimini l’anno scorso disse che esiste un debito buono e uno cattivo. «L’Italia» ha chiosato il commissario «ha fatto, unico tra i 27 paesi, la scommessa di chiedere l’intera posta del piano di Recovery. Tutti i trasferimenti e tutti i prestiti. E tutti i prestiti possono essere debito buono o debito cattivo, e dipende da noi».
«Quindi il mio appello, se posso fare un appello, è rendiamoci conto della grande opportunità e sfida che abbiamo e concentriamoci il più possibile sui vaccini e su questa sfida economica. Lasciamo da parte le mille discussioni per le quali giustamente ci appassioniamo, ma che in un momento di così grande emergenza io credo dovrebbero passare in secondo piano».
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