Energia e infrastrutture: il ruolo strategico del Mezzogiorno
Reti elettriche, fonti rinnovabili, comunità energetiche e autonomia energetica. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Fabrizio Iaccarino, Responsabile Affari Istituzionali Italia di Enel, nel corso del panel “Le infrastrutture del Sud nella tempesta globale”, organizzato nell’ambito dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.
Nel suo intervento, Iaccarino ha illustrato il piano di investimenti di Enel e il ruolo che il Mezzogiorno può svolgere nella transizione energetica nazionale ed europea.
Oltre 21 miliardi di investimenti in Italia
L’esponente di Enel ha ricordato come il gruppo abbia programmato un importante piano di investimenti per i prossimi anni.
“Sicuramente Enel è un’azienda che investe molto in Italia e nel Sud dell’Italia. Considerate che nel triennio 2026-2028 investiremo oltre 21 miliardi in Italia, una buona quota al Sud.”
Secondo Iaccarino, gli investimenti si concentrano su tre grandi direttrici strategiche: le reti di distribuzione elettrica, la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili e il rafforzamento della filiera industriale legata alla produzione di tecnologie energetiche.
Le reti elettriche come infrastruttura della transizione energetica
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle reti di distribuzione.
“Le reti di distribuzione di energia elettrica sono quelle che entrano nelle nostre case e quelle a cui si allacciano la maggior parte degli impianti da fonti rinnovabili.”
“Sono le reti che abilitano un modello energetico all’interno del quale c’è la possibilità di renderci più indipendenti e soprattutto di abbassare i costi energetici.”
Per il responsabile Affari Istituzionali Italia di Enel, il rafforzamento delle infrastrutture energetiche rappresenta uno strumento fondamentale sia per la sicurezza nazionale sia per la competitività economica.
“È l’unico modo per renderci indipendenti. Una volta installati gli impianti, la nostra bolletta va a migliorare.”
Il Sud protagonista grazie a sole e vento
Nel corso del dibattito è emerso più volte il vantaggio competitivo del Mezzogiorno nel settore delle energie rinnovabili.
“Le regioni del Mezzogiorno dispongono di risorse dal punto di vista del sole e dal punto di vista del vento molto importanti e possono contribuire ad abbassare strutturalmente la bolletta di chi vive all’interno degli edifici o può beneficiare di quella produzione.”
I numeri illustrati da Iaccarino testimoniano la rapidità con cui il sistema energetico sta cambiando.
“Prima della crisi ucraina si allacciavano circa 50 mila impianti da fonti rinnovabili all’anno. Oggi se ne allacciano oltre 300 mila.”
“Sono oltre 2 milioni i produttori da fonti rinnovabili in Italia.”
“Per quello che ci riguarda parliamo di circa mille nuove connessioni al giorno.”
Comunità energetiche e investimenti nelle rinnovabili
Iaccarino ha evidenziato anche il ruolo crescente delle comunità energetiche.
“Ci rientrano anche le cosiddette comunità energetiche, impianti fino a un megawatt che si allacciano direttamente alla rete.”
Accanto alle reti, Enel sta investendo direttamente nella produzione di energia pulita.
“Parliamo di circa 6 miliardi di investimenti in Italia, prevalentemente tra Puglia, Campania, Sicilia, Sardegna, Basilicata e Molise.”
La fabbrica di Catania e la sfida europea
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato il polo industriale di Catania.
“L’impianto di produzione di celle e moduli fotovoltaici di Catania è rimasto l’unico impianto europeo di produzione di pannelli.”
“È un baluardo, un presidio dal quale può svilupparsi una filiera europea.”
“Abbiamo un centro per l’innovazione che ha brevettato celle molto moderne con percentuali di efficienza importanti.”
Secondo Iaccarino, l’Europa deve rafforzare la propria autonomia strategica nel settore energetico e industriale.
“Dobbiamo comprendere che lavorare sulle filiere significa abbandonare un po’ l’ottica della competizione tra Stati e ragionare come blocchi continentali.”
Le difficoltà della transizione energetica
Nel confronto con Andrea Pancani è emerso anche il tema dell’accettazione sociale delle nuove infrastrutture energetiche.
“Dove si riscontrano le difficoltà è soprattutto sulle fonti rinnovabili.”
“C’è un tema di accettabilità rispetto alla presenza del singolo impianto.”
“Siamo tutti d’accordo sulla transizione energetica, ma quando l’impianto arriva vicino a casa diventa più complicato.”
Per questo, secondo il manager di Enel, sarà necessario coinvolgere maggiormente i territori nei benefici economici e sociali derivanti dagli investimenti energetici.
Agrovoltaico e riduzione delle bollette
Tra le soluzioni innovative citate nel corso del panel figura anche l’agrovoltaico.
“L’agrovoltaico è una modalità intelligente di evitare un consumo del suolo fine a sé stesso.”
“Esiste una compatibilità tra alcune colture, gli allevamenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili.”
“Le fonti rinnovabili ormai sono competitive.”
“L’unica strada che abbiamo per abbassare le nostre bollette, da un punto di vista generale del Paese, è questa.”
Il Mezzogiorno come hub energetico del futuro
Dalle parole di Fabrizio Iaccarino emerge una visione chiara: il Sud non rappresenta soltanto una parte importante della transizione energetica italiana, ma può diventare uno dei principali protagonisti della nuova politica energetica europea. Grazie alle sue risorse naturali, agli investimenti infrastrutturali e alla presenza di poli industriali strategici come quello di Catania, il Mezzogiorno può contribuire a rafforzare l’autonomia energetica del Paese e a ridurre il costo dell’energia per cittadini e imprese.








