Nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano, Marco Travaglio legge il successo dell’AfD in Sassonia come il risultato delle conseguenze economiche e sociali delle guerre in Ucraina e Medio Oriente.
A partire dalle parole del ministro Giorgetti a Cernobbio, Travaglio sostiene che l’Europa abbia pagato caro la rinuncia al gas russo, sostituendolo con forniture più costose, mentre la guerra in Ucraina ha contribuito all’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti.
A questo si aggiungerebbero le spese per il riarmo, che sottraggono risorse a salari, sanità, scuola e investimenti.
Secondo Travaglio, l’impoverimento e la paura spingono gli elettori verso destre radicali e forze progressiste antisistema, a scapito dei partiti tradizionali.
L’autore contesta quindi la reazione delle élite europee, che attribuiscono l’avanzata dell’AfD soprattutto alla propaganda russa e all’influenza delle fake news, invece di interrogarsi sulle ragioni del crescente malcontento.
Per Travaglio, proporre come risposta una maggiore integrazione europea, la difesa comune, il sostegno all’Ucraina e un ulteriore riarmo significa non comprendere le cause della crisi.
L’autore ironizza infine sulla tendenza a bollare gli elettori dissenzienti come «populisti», «sovranisti», «putiniani» o «fascisti», paventando che la risposta al dissenso possa tradursi in forme di censura e repressione politica.








