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[L’analisi] Ecco la corsa contro il tempo del Governo per ottenere i fondi del PNRR

Con la fiducia accordata la scorsa settimana dalla Camera alla riforma del processo civile – con l’intento di ridurre del 40% i tempi della Giustizia entro il 2026 – e con il via libera preliminare del Cdm a metodi e caratteristiche dello Sportello Unico Doganale e dei Controlli, il governo fissa due nuove tacche nella corsa contro il tempo per portare a casa entro l’anno 51 tra investimenti e riforme, impegni presi con l’Ue nell’ambito del Recovery Plan.

Provvedimenti che aggiornano i numeri del monitoraggio sui target del Piano nazionale di ripresa e resilienza, indispensabili affinché dopo i 29,4 miliardi di prefinanziamento già ricevuti, con il nuovo anno l’Italia possa ottenere anche i 24 miliardi del secondo assegno da Bruxelles.

L’ultimo aggiornamento fornito dal sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, lo scorso 5 novembre dava a quota 29 i traguardi raggiunti, nove in più rispetto ai 21, ovvero il 41% del totale, indicato a metà ottobre nel Documento programmatico di bilancio.

Maggiori dettagli si avranno a breve, quando il governo presenterà al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione del Pnrr, come richiesto anche da un’interrogazione del presidente della commissione Bilancio del Senato, l’M5S Daniele Pesco.

Una prima ricognizione è possibile guardando ai dati del dossier dei tecnici del servizio studi di Camera e Senato, aggiornati al 18 novembre.

Dalle tabelle emerge ad esempio come proprio quel giorno sia stato completato da Infratel il progetto di fattibilità tecnico economica del Piano per la connessione delle isole minori e sia stato lanciato il bando di gara, aperto fino al 22 dicembre.

Due giorni prima veniva licenziato il decreto d’approvazione del piano d’attuazione per l’avvio delle modalità della verifica dei progetti candidati al finanziamento per investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo, i cui target però arrivano al 2023.

L’8 novembre andavano in Gazzetta ufficiale le disposizioni sulle lauree abilitanti, approvate dal Parlamento, uno dei 51 traguardi da raggiungere entro l’anno.

Nell’edizione del giorno prima veniva invece pubblicato il decreto con le disposizioni urgenti per il Pnrr, licenziato dal cdm assieme alla legge sulla disabilità e che prevede interventi per finanziare progetti di turismo sostenibile e garanzie per il settore, nonché il riconoscimento di crediti d’imposta.

E ancora l’istituzione di un fondo rotativo per le imprese destinato a interventi di riqualificazione energetica e modifiche all’iter d’approvazione dei contratti di programma. Nel pacchetto anche la riforma della spending review e il conferimento d’incarichi di collaborazione per il sostegno a procedimenti amministrativi per realizzare il Pnrr.

In campo entro fine anno c’è anche il decreto ministeriale con l’ammontare delle risorse disponibili per realizzare circa 45 progetti di trasformazione industriale attraverso contratti di sviluppo, legati allo sviluppo della filiera degli autobus elettrici.

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