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[La conferenza] Draghi: «Ho un governo bellissimo». E difende la fornitura del gas russo all’Italia. «No a sanzioni sull’energia»

Il governo è stato “creato dal presidente della Repubblica” con il mandato di “affrontare certe emergenze e conseguire certi risultati”. Risultati che sicuramente arriveranno tenendo aperte e ampliando le occasioni di un “dialogo” che da parte del governo non è mai venuto meno. 

Cambiare metodo entrambi

Rivedendo semmai le modalità, anche se per un cambio di metodo “bisogna chiedere anche all’altra parte”. Ammorbidisce il tono ma tiene il punto il presidente del Consiglio Mario Draghi. Presenta i due decreti approvati in Cdm spargendo lodi sui suoi ministri – “vedete come sono bravi, ho un governo bellissimo” si lascia andare – ma avverte che “bisogna tenere dritta la barra del timone”. 

La strigliata 

Il premier ripete in pubblico il messaggio che “con il massimo rispetto” aveva detto il giorno prima ai capi delegazione: una “strigliata” dopo il caos sul Milleproroghe che aveva anche un po’ stupito i ministri (“non lo avevamo mai visto così”) ma che, spiega in conferenza stampa, serviva “semplicemente” a ricordare “il mandato del governo”.

Occhio alle deleghe 

Anche perché le cose da fare sono ancora tantissime, con i progetti del Pnrr da mettere a terra e le riforme da completare. “Conto sui partiti e sul Parlamento”, ha detto Draghi, ricordando che i provvedimenti più importanti da portare a conclusione sono tre deleghe, quella sulla concorrenza, che ha appena acquisito anche il tassello mancante dei balneari, quella degli appalti, ferma da mesi Senato, e quella fiscale, che rischia di impantanarsi di nuovo sul catasto. “E’ stata votata all’unanimità, è difficile cambiarla ora”, ha sottolineato Draghi, dimenticando però che proprio sulla delega fiscale si era consumato uno degli scontri più duri con la Lega, che alla fine non aveva votato il testo. Ora il problema si è ripresentato e alla Camera, in una lunghissima riunione tra governo e maggioranza, presenti i consiglieri di Draghi, non si è potuto che registrare l’impasse proprio sul catasto. 

Nessuno sforzo con i leader

Magari serviranno altri incontri con i leader dei partiti con cui il premier rivela una consuetudine quasi quotidiana: “li vedo regolarmente”, dice. “Non è che devo fare uno sforzo particolare per vederli ora, l’incontro anche personale è continuo”, precisa, assicurando che comunque le occasioni di dialogo “le intensificheremo a partire dai prossimi giorni” e che il governo è pronto a fare tutto quello “che è necessario e desiderabile” per arrivare all’approvazione dei provvedimenti. 

Attenti al boomerang 

Bisogna essere fermi con la Russia evitando però che le sanzioni diventino un boomerang, con l’Italia che è indubbiamente tra i Paesi più esposti. Il premier Mario Draghi lo spiega chiaramente in conferenza stampa rispondendo alle domande sulla crisi ucraina e assicurando che Roma “è pienamente allineata” alla posizione degli alleati. Questo però non significa non far presente il proprio punto di vista: le sanzioni europee “devono essere concentrate su settori ristretti, senza comprendere l’energia”, perché vanno a “impattare di più sul Paese che importa più gas. E l’Italia ha solo il gas, non ha il nucleare e il carbone ed è più esposta”. 

Punto di vista 

In attesa di partire per Mosca dove, ha assicurato Draghi, è stato lo stesso Putin ad invitarlo, l’Italia affina dunque la sua strategia. Su più piani. A partire dalle trattative in corso a Bruxelles, dove un Paese che importa il 40% del suo fabbisogno di gas dalla Russia ha chiaramente preoccupazioni importanti. “Si sta studiando il pacchetto di sanzioni all’interno dell’Ue, con la Commissione”, ha detto Draghi, sottolineando che “i punti di vista dell’Italia sono tenuti pienamente in conto”. 

Sanzioni senza toccare l’energia 

Roma del resto non è l’unica a temere misure che tocchino il settore energetico: se è vero che la Germania ha altre fonti di approvvigionamento, è vero anche che ha una dipendenza ancor più forte da Mosca. Per questo, a quanto si apprende, si sta lavorando principalmente a sanzioni finanziarie e a misure che vadano a toccare i trasferimenti tecnologici legati al campo dell’energia. Ma Draghi, dopo i tentativi del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Olaf Scholz, punta anche a trovare un compromesso a Mosca. Dove il premier – forte del tradizionale ruolo dell’Italia di pontiere tra Russia e Occidente – va con “un’ambizione” precisa: favorire un incontro tra il presidente russo e quello ucraino, “portare tutti allo stesso tavolo”. “Dobbiamo fare tutto il possibile perché ciò avvenga”, ha spiegato. 

Draghi e Putin 

A Putin Draghi intende poi recapitare anche un altro messaggio: la parola che il presidente del Consiglio ripete di più è “unità”. Il premier a Mosca porterà la fermezza dettata dall’unità di posizioni in seno alla Nato, “che è senza sfumature”, e all’interno dell’Ue. Draghi lo ripete più volte. E anche quando sottolinea che “Putin ha accennato alla possibilità di continuare a garantire le fornitura di gas all’Italia e di aumentarla se necessario”, aggiunge subito: “Questo va considerato anche alla luce degli impegni e delle relazioni con gli alleati e degli effetti delle sanzioni”. L’Occidente insomma intende continuare a muoversi compatto, assicurerà il premier al Cremlino, nonostante i tentativi di Putin di dividerlo.

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