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Decarbonizzare non significa eliminare il gas | L’analisi

Nessuna tecnologia da sola può decarbonizzare l’intero parco edilizio europeo entro il 2050, ed è quindi necessario mettere a sistema elettrificazione, gas rinnovabili e soluzioni ibride, scegliendo caso per caso la risposta più efficiente.

È il messaggio di Assotermica, l’associazione di Anima Confindustria che rappresenta i produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, che ha presentato – nell’audizione in ARERA – un position paper sulle strategie di decarbonizzazione degli edifici.

Il documento richiama l’attenzione su una rete elettrica europea già sotto pressione, con un’infrastruttura di trasmissione che in media supera i 40 anni di vita utile e blackout in forte aumento nell’ultimo decennio.

“La transizione energetica del riscaldamento non può ridursi a un’unica soluzione imposta dall’alto”, dichiara il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio.

“Il nostro comparto ha investito pesantemente nelle nuove tecnologie e crede in una decarbonizzazione ordinata – prosegue – graduale e ragionevole: significa valorizzare un asset già esistente come la rete gas, affiancare all’elettrificazione i sistemi ibridi e le caldaie predisposte ai gas rinnovabili, e mettere al centro l’efficienza energetica prima di caricare sulle famiglie e sulle imprese i costi di un modello che rischia di essere insostenibile.

È una strada concreta, già modellizzata, che permette di raggiungere gli obiettivi climatici riducendo sensibilmente l’impatto sulle bollette e sulla stabilità del sistema elettrico”.

Assotermica chiede ai decisori nazionali ed europei interventi regolatori mirati dal riconoscimento del valore del gas rinnovabile a una definizione italiana di “caldaia unica” coerente con la filiera esistente e ribadisce la propria disponibilità a un confronto con le istituzioni per costruire una transizione energetica efficace, sostenibile e realmente accessibile a tutti i cittadini.

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