Il reddito di cittadinanza è un provvedimento imperfetto: le sue risorse possono servire a «tagliare il costo del lavoro a beneficio di imprese e lavoratori e, di riflesso, agevolare le assunzioni». Questa la proposta riportata da Antonio De Poli, senatore dell’UDC.
«Dobbiamo porre un freno a politiche assistenzialiste» dice «e, al contrario, guardare avanti e investire sul futuro. Gli italiani chiedono di lavorare e non di stare a casa sul divano. Favorire l’occupazione è lo strumento principale che oggi si può mettere in campo per contrastare la povertà. Fra l’altro, è semplicemente assurdo e incomprensibile che un lavoratore, in caso di contatto con un positivo, quindi in quarantena, non percepisca l’indennità di malattia, come prevede la circolare Inps del 6 agosto scorso».
«Chiediamo al ministro dell’Economia Franco e al ministro del Lavoro, Orlando, di porre rimedio a questo vulnus normativo. Il mancato finanziamento del relativo fondo per il 2021, come ha denunciato Il Sole 24 Ore, rischia di costare caro a imprese e lavoratori. Secondo i calcoli di Unimpresa, se le aziende non copriranno le prestazioni Inps, per i lavoratori ci sarà un danno in busta paga tra i 600 e i 700 euro, in media, per 10 giorni di assenza che diventano 1.000 euro per 15 giorni. Il Governo ponga rimedio: tuteliamo i diritti dei lavoratori».
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