I prezzi del petrolio, l’inflazione e i tassi di interesse potrebbero aver già raggiunto i massimi dell’anno.
Se questo scenario dovesse concretizzarsi, “l’attenzione del mercato potrebbe spostarsi dal petrolio verso le materie prime legate all’intelligenza artificiale, alla costruzione di data center e, più in generale, agli investimenti nelle infrastrutture”, commenta Rick de los Reyes, Sector Portfolio Manager di T. Rowe Price.
FOCUS SU RAME E MINERALI CRITICI
In questo contesto, rame, minerali critici – come terre rare, tungsteno, antimonio e uranio – e materiali da costruzione come il legname appaiono particolarmente interessanti.
“Queste materie prime sono sensibili ai tassi d’interesse e beneficeranno di una ripresa delle attività edilizie, soprattutto considerando la continua crescita degli investimenti nei data center e nelle relative infrastrutture di supporto”, spiega l’esperto.
“Si nota inoltre una maggiore attenzione verso catene di approvvigionamento sicure e diversificate, un fattore che dovrebbe continuare a sostenere le aziende con asset in giurisdizioni stabili”, dichiara de los Reyes.
DOMANDA ENERGIA LEGATA AD AI RESTA TEMA CHIAVE
Anche la domanda di energia alimentata dall’AI continua a rappresentare un tema strutturale di lungo periodo.
“Per circa 15 anni, prima dell’avvento dell’intelligenza artificiale, la domanda di elettricità è rimasta sostanzialmente stabile. La rapida espansione dei data center sta creando una nuova e importante fonte di domanda energetica, con ripercussioni sui mercati dell’energia, dei metalli e delle infrastrutture”, prosegue l’esperto.
“Un rischio che gli investitori potrebbero trascurare è che prezzi dell’energia costantemente elevati possono accelerare la transizione verso fonti energetiche alternative, riducendo la domanda a lungo termine di combustibili tradizionali”, conclude de los Reyes.








