Il Pnrr comporta «anche una significativa discesa del tasso di disoccupazione. Se si include – si legge nel documento di oltre 330 pagine – il solo effetto dei maggiori investimenti del Pnrr, il tasso di disoccupazione scende al 7,5% nel 2026».
«Se si includono anche gli effetti positivi delle riforme, si giunge al 7,1 per cento, un livello uguale all’attuale tasso di disoccupazione nell’Ue e comunque ben al di sotto della soglia fissata dalla Commissione per valutare gli squilibri macroeconomici, pari al 10 per cento». L’ingresso nel mondo del lavoro riguarderà in particolare giovani e donne.








