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Rocco Cangelosi (diplomatico): «Riesplodono i disordini in una Libia dimenticata da UE e Nato»

La crisi in Libia torna a essere attuale, ma l’attenzione dell’Ue e della Nato sono altrove. A parlarne è l’ex ambasciatore e diplomatico Rocco Cangelosi. «Esplode nuovamente la crisi libica, che sembrava congelata dopo il fallimento degli accordi di Ginevra del dicembre 2020 che avrebbero dovuto aprire la via alle elezioni e alla riunificazione nazionale».

«Sono i “gilet gialli”, libici simbolo della protesta antigovernativa, ad alimentare i disordini a Tripoli, Tobruk e Bengasi Il paese, diviso in due con due Parlamenti e due governi, quello di Tripoli guidato da Dbeibah ,presidente ad interim che avrebbe dovuto dare le dimissioni dopo gli accordi del 2020, e quello di Bengasi guidato dall’ex ministro degli interni Bashaga, non è più in grado di far fronte a una situazione economicamente deteriorata e che il blocco dei pozzi petroliferi da parte delle contrapposte milizie rende sempre più drammatica non solo per la popolazione locale, ma anche per i paesi acquirenti, tra i quali l’Italia, che vedono il prezzo del greggio salire rapidamente», ha scritto sul magazine online InPiù.net.

«Il disinteresse per quanto accade nella sponda sud del Mediterraneo da parte di UE e NATO è disarmante. La guerra in Ucraina ha chiaramente spostato il baricentro dell’attenzione politica e strategica a nord est e nonostante il recente vertice di Madrid abbia cercato di riequilibrare la situazione nel comunicato finale, di fatto la Libia è sempre più lasciata a sé stessa in preda al potere delle milizie e delle due potenze dominanti Russia e Turchia. L’Italia è completamente scomparsa dai radar della politica libica, assorbita dal conflitto ucraino e non in grado di ottenere come compensazione del suo impegno su quel fronte, concrete iniziative da parte di UE e NATO per rimettere ordine nel giardino di casa».

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