Il centenario marchio storico di salumi Rondanini ha affrontato diversi cambiamenti della sua storia. Dopo la scomparsa nel 2019 di Luca Cividin, che nel 2000 aveva rilevato l’azienda, ora la amministra la moglie Annamaria Bruno, insieme ad i figli. Inizialmente l’imprenditrice aveva coltivato l’idea di seguire solo i dettami aziendali del marito più legati alla tradizione del marchio ma, ben presto, la sua creatività la spinge su una strada di innovazione studiando e sperimentando, insieme al direttore di produzione Davide Biasion, nuovi prodotti, che si sono affermati anche sul mercato europeo – specie in Germania, in Belgio e in Francia – e putano ora anche su quelli orientali.
Tra le ultime creazioni ecco quindi il Curcotto, un prosciutto cotto di alta qualità realizzato con l’aggiunta di curcuma, piperina e anice stellato, creato durante il lockdown («spezie con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di potenziamento delle difese immunitarie, fondamentali in questo periodo in cui si è presa coscienza di quanto sia importante stare bene» ha raccontato la stessa Annamaria Bruno), che si affianca ad altri prodotti – come la Rondinella, un salame di pura carne suina italiana, il salame Milano, mortadelle, coppe e bresaola – prodotti nello stabilimento di 7mila metri quadrati dell’azienda a Busto Garolfo, nel Milanese.
L’imprenditrice ha anche promosso di recente il restyling del sito internet aziendale e l’apertura di uno shop on line rivolto al mercato estero. «Appena arrivata in azienda, purtroppo in modo traumatico» ha raccontato Bruno in una intervista, «ho trovato un po’ di incredulità e smarrimento da parte dei dipendenti, ma anche una grande voglia di fare, di inventare, di rinnovare per superare gli ultimi due anni – coincisi con la malattia di mio marito – nei quali si è lavorato soprattutto conto terzi».
«Con il direttore di produzione, Davide Biasion, abbiamo fatto una scommessa sul futuro, decidendo di puntare sulla qualità dei nostri prodotti, recuperando le vecchie ricette della signora Maria Saldarini Rondanini, donna coraggiosa, determinata e appassionata che ha fatto crescere l’azienda al punto da essere premiata, nel 1967, con l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana».
Maria Saldarini era la moglie del fondatore Luigi Rondanini che aveva imparato l’arte della norcineria da un salumiere di Busto Arsizio ed in seguito si era messo in proprio aprendo, nel 1925, un laboratorio a Busto Garolfo. Da qui, con un calessino, partiva e andava a consegnare i prodotti nei paesi della zona, tra cui Casorezzo, il paese d’origine della futura moglie. Luigi e Maria si sposarono nel 1931 e lei si occupava della gestione amministrativa e degli addetti che, nel giro di poco tempo, passarono da 3 a 20.
Dopo la Seconda guerra mondiale, durante la quale l’azienda venne sequestrata dai nazisti e poi utilizzata come deposito delle derrate dalle truppe di occupazione, i coniugi acquisirono uno stabilimento e, nel 1955, il Salumificio Luigi Rondanini divenne un’industria alimentare. Maria Saldarini, morto il marito, insieme al figlio Gianni ha proseguito l’attività riuscendo a mantenere la qualità dell’azienda di famiglia e ad espandersi in tutta Italia. Inoltre, fu lei che seppe riconoscere le opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche e l’azienda fu tra le prime a adottare la tecnica del sottovuoto che garantì una forte presenza del marchio nei supermercati.
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