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Guido Bortoni (presidente Cesi): «La mia proposta per alleviare il rincaro della bolletta elettrica»

Come si può alleviare il peso del caro bollette e dell’aumento dei prezzi? «Si ritrovano pregevoli analisi e valutazioni ma poche proposte per migliorare la formazione dei prezzi nei mercati energia. Alcune di esse, poi, sono difficilmente applicabili». A dirlo è Guido Bortoni, il presidente di Cesi.

«Su Milano Finanza del 16 dicembre scorso ho cercato di affrontare in modo propositivo la materia. Il nucleo di quel testo suggeriva di scorporare l’ammontare per la remunerazione commisurata al Levelized-Cost-Of-Electricity o Lcoe delle fonti rinnovabili elettriche (Fer-E) dall’intero onere di acquisto energia dal mercato elettrico spot dominato – quanto a prezzo – dalla fonte marginale a gas».

«Ancora. Là si auspicava una riforma, in accordo alle nascenti posizioni francesi sul tema volte però al nucleare d’Oltralpe, per “trasferire tempestivamente al consumatore [elettrico] i benefici delle tecnologie a zero emissioni con i propri segnali di prezzo, proteggendoli dalla crescente volatilità dei mercati del gas naturale. In modo tale che il consumatore finale paghi i prezzi dell’elettricità che riflettono i costi del mix di generazione”», scrive su Milano Finanza.

«Per l’Italia lo stesso obiettivo si raggiunge con le Fer-Ed esistenti e nuove. Qui riprendo quella suggestione, proponendo di riformare in melius solo con l’aggiunta di alcuni meccanismi necessari per le Fer-E. L’idea alla base della proposta è sorta pensando a come meglio risolvere il refrain “higher for longer” che dà corpo alla paura di un caro-energia perdurante per lungo tempo. Metaforicamente, la teoria del doppio processo mentale (Kahneman) è d’aiuto: Sistema 1 cioè pensiero automatico, spot, velocissimo e istintivo e Sistema 2 lento, razionale, autocosciente e pianificatore».

«Tornando all’energia, analogamente si dovrebbe discernere un primo sistema che potremmo chiamare Prezzo 1 “higher/volatile for shorter” e un secondo Prezzo 2 “lower/stable for longer”. Potremmo individuare, con terminologia semi-seria, un prezzo-fermo (fonti di energia rinnovabile a medio orizzonte) per la parte lower/stable for longer e un prezzo-gassato (basato sui fondamentali del gas naturale) per la parte higher/volatile for shorter. Ovvero in termini più professionali: prezzo-F e prezzo-G nel mercato elettrico. Prezzo-F. la remunerazione per impianti di produzione elettrica a fonti rinnovabili tipicamente “capacitivi”, cioè caratterizzati da alti costi fissi, dai costi variabili (quasi) nulli legati alla produzione di kWh», sostiene.

«Ben si adatta per la remunerazione delle Fer-E a flussi (idrico, eolico e solare-radiativo) senza stoccaggi elettrici, che richiede un orizzonte di medio periodo per il ritorno del capitale investito. Si tratta di un segmento capex-based molto simile, quanto ai fondamentali, alle infrastrutture di rete. Le esigenze di remunerazione richiedono stabilità di flussi finanziari nella vita utile dell’investimento. Lo spessore di questa componente è pari a circa il 35% dell’intera produzione lorda italiana ed è prevista in forte crescita secondo il vigente Piano Nazionale Integrato Energia e Clima. Prezzo-G. caratteristico del mondo delle commodity energia».

«In particolare, l’energia elettrica prodotta in tale segmento viene valorizzata sul mercato elettrico spot che riflette i costi variabili della fonte di generazione marginale. Vale a dire il ciclo combinato a gas naturale. Il prezzo-G è caratterizzato da livelli di prezzo alti e volatili delle commodity quanto è spinto dalle dinamiche della domanda globale di gas e dalle tensioni geopolitiche. Il suo spessore è intorno al 50% del totale con previsioni di relativa stabilità di volumi (rimpiazza il carbone). Il prezzo-G può comunque rivelare volatilità e livelli di prezzo più o meno marcati a seconda delle politiche di copertura (hedging)».

«Tutto ciò considerato, la proposta migliorativa è presto delineata. Si tratterebbe di organizzare meccanismi aggiuntivi (aste) per l’acquisto a termine di risorse Fer-E esistenti e nuove e, se necessario, promuovere in qualche maniera l’entrata nel meccanismo di tutti i produttori Fer-E o disegnare obblighi per la domanda di acquistare quote Fer-E per le proprie forniture, accompagnando il meccanismo con le buone misure già previste nel recente D.Lgs. 210/21 (artt.18-19) sugli stoccaggi».

«Inoltre, è opportuno lasciare il meccanismo Smp di formazione dei prezzi elettrici spot, accompagnandolo con l’operatività del capacity market per l’adeguatezza del sistema già autorizzato nel 2018» prosegue. «Le Fer-E vengono comunque dispacciate all’interno del mercato spot. Vantaggi: molti, a partire dalla stabilizzazione (parziale) e riduzione del prezzo elettrico per i consumatori. Difetti: alcuni, curabili con un buon disegno regolatorio. Un evidente marchio di fabbrica della proposta è di essere compatibile con il diritto comunitario nell’energia e di recare un disegno dei meccanismi di mercato (prezzo-F e prezzo-G) regolati ex ante».

«La natura ex ante del disegno ha un importante valore qui. Diversamente, si rischia di dover perpetuare comprensibilmente misure emergenziali ex post (es. Dl Sostegni) che, se si osserva bene, sono assimilabili a un’applicazione postuma del prezzo-F per il 2022 ex officio e su livelli non determinati dal mercato» conclude. «Cioè il film dei mercati elettrici all’incontrario, modalità “rewind”». 

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