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Carlo Bonomi (presidente Confindustria): «Non possiamo farci trovare impreparati sulle misure di razionamento»

Per prepararci al prossimo futuro è indispensabile pensare a un piano di razionamento «non ci dobbiamo far trovare impreparati. Tutti auspichiamo di non arrivarci, ma dobbiamo farci trovare pronti». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso di una conferenza stampa al termine dell’assemblea dell’associazione, che si è tenuta in Vaticano. È fondamentale fare un piano di razionamento e farlo insieme per gestire meglio le capacità produttive», ha aggiunto Bonomi sottolineando che «senza questo sono a rischio imprese e posti di lavoro. Le imprese che chiudono ora non riaprono più e se non si comprende che questo è un tema di sicurezza nazionale c’è un problema in questo Paese». Sulle misure per il razionamento, ha precisato Bonomi, «stiamo parlando con il ministro Cingolani».

Il presidente di Confindustria ha spiegato che «se dovesse esserci una recrudescenza delle sanzioni o comportamenti da parte della Russia e il blocco della fornitura del gas, anche se abbiamo diminuito di circa la metà la dipendenza dal gas russo saremmo a rischio razionamento. Oggi si dice che siamo avanti con gli stoccaggi e questo ci dovrebbe garantire sicurezza. In alcuni c’è la percezione che lo stoccaggio vuol dire copertura del consumo annuale, ma lo stoccaggio al 90% così come previsto dal piano del governo vuol dire 10,8 miliardi di metri cubi, che è lo stoccaggio che serve per i momenti di picco energetici, per i mesi di gennaio e febbraio», ha precisato.

Bonomi ha criticato il fatto che contro la crisi energetica si sia intervenuti con «strumenti congiunturali che, sì sono utili, ma non risolvono il problema». Inoltre, «noi siamo entrati in crisi non per come viene raccontato, ovvero a seguito del conflitto russo-ucraino, ma dopo decenni in cui sono state fatte scelte sbagliate a livello nazionale ed europeo». In particolare, sull’energia «l’Ue è completamente assente. Non c’è una politica energetica comune. Se siamo tutti solidali con determinati interventi, dobbiamo esserlo anche con le misure emergenziali». 

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