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Stefano Bonaccini (governatore Emilia-Romagna): «Balneari: serviranno misure di tutela»

Sul tema delle concessioni balneari «bisogna quindi agire. A questo punto aggiungerei bene e rapidamente». A evidenziarlo è il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che sottolinea che la questione «merita certezze e risposte chiare. Non a caso, da tempo chiediamo una riforma del comparto».

La normativa europea e una sentenza del Consiglio di Stato «ribadiscono la necessità di una revisione della gestione di beni che sono demaniali». dice in un’intervista al Corriere della Sera «Evitiamo però che il combinato disposto fra riforma necessaria, e misure restrittive, giustamente adottate contro l’epidemia» aggiunge «mettano definitivamente in ginocchio un settore chiave dell’offerta turistica italiana come quello balneare, unico nel panorama europeo».

Le gare «dovranno prevedere la tutela del legittimo affidamento e delle piccole imprese» spiega «noi chiediamo il riconoscimento di tre fattori: valore aziendale dell’impresa, investimenti realizzati e professionalità degli operatori, anche a tutela del lavoro di decine di migliaia di persone. In Emilia-Romagna abbiamo oltre mille imprese balneari che offrono lavoro a 45-50mila persone, a cui va aggiunto tutto l’indotto». Bisogna «coinvolgere i territori. E occorrono misure a tutela dei piccoli: inevitabili nel momento in cui le future gare potrebbero essere vinte da multinazionali del turismo».

Dopo «due anni durissimi di pandemia è fondamentale sostenere economia e lavoro» e «il comparto dell’edilizia» commenta il governatore, parlando del superbonus «sta oggettivamente trainando l’intero Pil, contribuendo a quella transizione ecologica che è una priorità. Ma una misura d’aiuto non può certo diventare facile strumento di truffa ai danni della collettività». Distorsioni «si sono verificate anche per altri bonus ed è sacrosanto introdurre correttivi su procedure e rafforzare i controlli». Per Bonaccini si può agire «senza per questo inchiodare il settore».

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