Il rialzo dei tassi della Bce era ampiamente previsto e già “scontato” dai mercati: la vera partita si giocherà nei prossimi mesi in base all’evoluzione dell’inflazione e della guerra.
È questa l’opinione condivisa dalla maggior parte degli analisti che – dopo la stretta di oggi da 25 punti base – ipotizzano ancora uno o due interventi entro i primi mesi del 2027.
La presidente Christine Lagarde conferma l’orientamento “meeting per meeting, con manovre di politica monetaria dipendenti dai dati e dagli effetti di secondo livello sull’inflazione, permettendo alla Bce di tenere aperti gli scenari d’azione data l’incertezza geopolitica corrente”, commenta il senior investment manager di Pictet, Andrea Campisi.
Una Bce non marcatamente “falco” piace ai mercati ma “l’attesa è di un rialzo dei tassi per ancora 50 punti base nel corso d’anno a causa delle incertezze sugli effetti di secondo livello sull’inflazione e sulla risoluzione del conflitto in Medio Oriente”, osserva.
Per l’ad di Payden & Rygel Italia, Antonella Manganelli, si è trattato di una decisione “già completamente scontata dai mercati”.
Il “vero dibattito – aggiunge – riguarda le prossime mosse della banca centrale.
I nostri economisti ritengono che questo rappresenti l’ultimo rialzo del 2026, mentre i mercati continuano a prezzare un ulteriore aumento entro settembre e un terzo nei primi mesi del 2027”.
Pimco pone invece l’accento sui rischi per la crescita.
“Non consideriamo questa mossa come l’inizio di una campagna aggressiva di rialzo dei tassi, bensì come un modesto adeguamento volto a gestire le aspettative dei mercati”, sottolinea Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco.
“Il pil dell’area euro nel primo trimestre è stato inferiore alle attese e i recenti indici pmi lasciano presagire un’ulteriore lieve contrazione nel secondo trimestre”, afferma, spiegando che “a differenza del 2022, lo shock negativo dal lato dell’offerta non è amplificato da uno shock positivo dal lato della domanda, il che riduce la necessità di un ciclo prolungato di rialzi dei tassi”.
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, non vede “nessuna grande sorpresa dalla Bce oggi”.
La previsione “di ‘un solo rialzo nel 2026’ – spiega – dipende in larga misura da un rientro dei prezzi energetici quest’estate.
In assenza di ciò, un rialzo a settembre sarebbe probabile”.








