Crescita “solida” per le assicurazioni nel 2025, con una raccolta premi a 182 miliardi, in aumento del 7,2%: le compagnie sono dunque “una roccia di stabilità per l’intero sistema macroeconomico italiano”, come le definisce il presidente Ania, Giovanni Liverani, nella sua relazione all’assemblea.
“Siamo il primo investitore istituzionale privato dell’Italia – rivendica ancora – con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, dei quali circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano, finanziamo direttamente lo sviluppo della nazione, le sue infrastrutture e la sua economia reale”.
Ecco perché, mentre si avvicina il dibattito sulla manovra, “vorrei che non ci ritrovassimo anche quest’anno a ottobre a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari alla legge di bilancio.
Piuttosto che mere richieste di maggior contribuzione – è la visione di Liverani – servono progetti comuni su temi che riguardano la sicurezza e la prosperità di milioni di cittadine e cittadini e di milioni di imprenditrici e imprenditori italiani”.
Se le assicurazioni vanno bene, rivendica il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è “anche perché l’Italia sta meglio”.
E a tal proposito non manca di evidenziare che “a fronte del minore rischio-paese, gli investimenti in titoli di stato italiani da parte delle vostre imprese sono ulteriormente scesi nel 2025 sia in percentuale sia in valore assoluto.
Quest’ultimo dato è ancor più rilevante considerato che il valore degli attivi è contestualmente cresciuto, a ben oltre 1.100 miliardi di euro”.
Per la premier Giorgia Meloni, che ha inviato un messaggio, “le compagnie assicurative sono un pilastro essenziale del Sistema Italia: contribuiscono alla stabilità finanziaria, offrono strumenti di tutela a famiglie e imprese, sostengono investimenti strategici per la Nazione, in un contesto internazionale segnato da un livello di incertezza che raramente abbiamo conosciuto in passato”.
Con il contributo delle assicurazioni, evidenzia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “possiamo continuare a far crescere il nostro Paese: è l’obiettivo che abbiamo e riteniamo che si possa anche crescere riducendo la pressione fiscale, anche con il vostro aiuto”.
Tema centrale della discussione quello delle polizze catastrofali: “Bisogna estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura alle residenze private, quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali o contributi per le diverse forme di ristrutturazione edilizia – incalza Liverani – sarebbe assurdo che lo Stato, in caso di sisma o alluvione, dovesse risarcire chi ha già abbondantemente usufruito del sostegno della finanza pubblica”.
Se necessario, assicura Giorgetti, “il Governo è pronto ad accompagnare il mercato in questo processo, anche attraverso il sistema di riassicurazione di Sace”.
D’accordo anche il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, secondo cui bisogna arrivare “a mettere in sicurezza anche il patrimonio abitativo da eventi catastrofali prima non preventivabili”, così come le aree costiere colpite dal maltempo: “non si può caricare questo su tutte le altre imprese che non possono temere eventi di questo tipo”.
Sul tema Rc auto si sofferma invece il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: “A ieri abbiamo censito 47 milioni di auto circolanti di cui 9 milioni senza assicurazione – spiega -. È una profonda ingiustizia che dobbiamo sanare, ragioniamo per portarvi nuovi clienti e per ridurre la Rc Auto. Faremo una grande operazione di verità e giustizia”.








