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A marzo continua a crescere l’inflazione | L’analisi dell’Istat

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A marzo 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% di febbraio).

Lo rileva l’Istat, confermando la stima preliminare.

A marzo 2026 l’inflazione si porta a +1,7% (dal +1,5% di febbraio), soprattutto per effetto della risalita dei prezzi degli Energetici (-2,1% da -6,6% di febbraio) e della sensibile accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (+4,7% da +3,7%).

Un freno alla crescita del tasso di inflazione si deve invece ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,2% da +2,9%).

Il ritmo di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale al +2,2% (da +2%), mentre si attenua quello dell’inflazione di fondo (+1,9%, da +2,4%).

In particolare, l’aumento dell’inflazione risente principalmente della risalita dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da -11,6% a -1,6%) e non (da -6,2% a -2%), e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,7%); in netto rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +2,2%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).

A marzo 2026, i prezzi dei beni invertono la tendenza su base annua tornando su valori positivi (da -0,1% a +0,8%), mentre i prezzi dei servizi attenuano il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%).

Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diminuisce, passando da +3,7 a +2,0 punti percentuali.

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,0% a +2,2%) e, ancor più marcatamente, quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,9% a +3,1%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,5%) e non (+5,0%), degli Alimentari non lavorati (+0,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).

Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +1,5% per l’indice generale e a +1,0% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (ipca) registra una variazione pari a +1,7% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il nic non tiene conto, e a +1,6% su base annua (da +1,5% del mese precedente), la stima preliminare era +1,5%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +1,5%.

Nel primo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’ipca, evidenziano aumenti più contenuti per le famiglie con bassi livelli di spesa e più alti per quelle con livelli di spesa elevati (+1,0% e +1,6% rispettivamente).

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