Vodafone ha bisogno di un cambio di passo se vuole rispettare le guidance dell’anno e Margherita Della Valle, che dal primo gennaio ha preso ad interim la guida dopo il ceo Nick Read ha già iniziato a dare discontinuità alla gestione. Nel terzo trimestre i ricavi da servizi sono cresciuti dell’1,8% a 9,52 miliardi di gruppo (contro il +2,5% del secondo trimestre), un rallentamento su cui pesa l’Europa con i cali nei ricavi da servizi in Spagna (-8,7%), in Italia (-3,3%) e in Germania (-1,8%) parzialmente compensati dalla buona crescita in Uk (+5,3%) e nel resto d’Europa (+2,1%).
Se non ci fosse stato il boom inflazione in Turchia (+52,9%) i ricavi del gruppo sarebbero cresciuti solo dello 0,5 per cento. In Borsa il titolo sconta la delusione con un calo del 2%.
“Continuiamo a puntare alla nostra guidance (Ebitda a 15,2 miliardi e flusso di cassa rettificato di circa 5,1 miliardi) ma l’Europa deve tornare a correre – spiega Della Valle agli analisti – e per migliorare le performance operative ha già messo in campo alcune azioni” tra cui la semplificazione della catena “lasciando ai singoli Paesi la completa decisionalità commerciale per essere più agili e più vicini ai clienti”.
“Il focus – conclude – è sul riaccelerare la crescita organica” e a sostegno di questo è già stato raggiunto il 50% del target di taglio di costi aggiuntivo da 1 miliardo annunciato a novembre. “Mi aspetto quindi – aggiunge Della Valle – di vedere un graduale miglioramento d’ora in poi nelle prestazioni europee ma e’ davvero importante per me creare le giuste condizioni operative”. E qui riecheggia quel “international value with local roots” che era il motto dell’ex ad Vittorio Colao.
A deludere più di tutti è la Germania, che pesa per il 30% dei ricavi da servizi ma anche l’Italia è nel guado: “non vedo miglioramenti nei prossimi trimestri” dice Della Valle dopo un periodo chiuso in calo del 3,3% a 1.071 milioni sotto pressione per i prezzi del mobile e con un minor contributo alla crescita dei ricavi Mvno. “Questi fattori sono stati in parte controbilanciati dalla forte domanda di connettività e servizi digitali da parte delle imprese e da azioni sui prezzi mirate che supportano l’Arpu mobile”.
Una mano potrebbe anche arrivare dal Governo; “Penso che ci sia un chiaro riconoscimento nel nuovo governo che la situazione dell’industria delle telecomunicazioni così com’è oggi, non offre rendimenti sufficienti e sostenibili per tutti gli attori coinvolti e l’Italia è in ritardo sulla diffusione del 5G anche rispetto al resto Europa” sottolinea l’ad riferendosi ai possibili incentivi, tra cui la riduzione dell’Iva, da mettere in campo. Le priorità di Vodafone vengono comunque confermate: la prima è la joint venture nelle torri (con Kkr e Gip, ndr) ma la seconda è il consolidamento in Italia, Spagna, Uk e Portogallo.








