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Vittorio Rodeschini, presidente di Arketipos: “Serve una nuova qualità nella progettazione pubblica per trasformare il paesaggio naturale” | L’intervista

Ogni anno da 13 anni si tiene a Bergamo Città Alta il Landscape Festival, che nasce per dare uno spazio fisico alle voci e ai racconti di chi ha realizzato concretamente i progetti più stimolanti nella progettazione del paesaggio e delle possibili soluzioni per la sua tutela. Siamo andati a sentire per questo Vittorio Rodeschini, il presidente di Arketipos, l’associazione organizzatrice.

Presidente Rodeschini, lei è il presidente di Arketipos, può spiegarci che cos’è?

Arketipos è un’associazione culturale senza fini di lucro che nasce a Bergamo nel 2011 da un gruppo di amici con una passione in comune. L’associazione ha avuto sin da subito l’obiettivo di parlare di paesaggio attraverso le buone prassi e di promuovere, diffondere e valorizzare la cultura del paesaggio naturale e non, al fine di favorire uno sviluppo sostenibile. Al tempo stesso, lo scopo dell’associazione è quello di valorizzare le potenzialità di ogni territorio attraverso il coinvolgimento di diverse discipline che riteniamo molto importanti: l’architettura del paesaggio, la tutela ambientale e del verde, la creatività, l’arte e la formazione di professionisti e cittadini in genere. Da qui, poi, insieme al Comune di Bergamo, Arketipos ha ideato una manifestazione che inizialmente era chiamata ‘I Maestri del Paesaggio’, nome che sin dal principio intendeva mettere al centro coloro che si erano conquistati sul campo, in tutto il mondo, questo tipo di definizione.

In particolare, ci stiamo battendo da anni per promuovere una nuova qualità nella progettazione pubblica del paesaggio urbano, e, con un percorso inverso, per promuovere una diversa qualità delle architetture delle infrastrutture che vanno a trasformare il paesaggio naturale. Per questo motivo, chiamiamo ogni anno a Bergamo i migliori progettisti (architetti, landscape designer e plant designers) per illustrare e condividere i diversi approcci qualitativi presenti in campo internazionale.

Può parlarci in breve di questa manifestazione?

La manifestazione, che ormai da qualche anno è stata rinominata Landscape Festival, oggi è un evento di respiro internazionale che viene organizzato ogni anno in Città Alta a Bergamo a settembre, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone. Attraverso l’organizzazione di talk, seminari, incontri e varie iniziative, e grazie all’apporto di professionisti di diversi settori, il Festival, che quest’anno arriva alla sua tredicesima edizione, si sviluppa con l’obbiettivo di sensibilizzare e formare sull’argomento ed essere anche al fianco di aziende e istituzioni che condividono questa visione.  Oggi, quando si parla di manifestazioni legate al tema del paesaggio, il Festival è riconosciuto come evento unico in Italia e all’avanguardia in Europa e nel mondo per visione, contenuti e format esperienziale.

In che modo il Festival approccia il tema del paesaggio?

Il Landscape Festival affronta il tema del paesaggio su tre livelli. In primo luogo con un programma educational dedicato ai professionisti – architetti, agronomi, vivaisti, biologi e altri -, in secondo luogo con incontri, eventi e testimonianze aperte al pubblico e, infine, con incontri dedicati alle varie istituzioni. È un programma che tocca tutti e che nasce dalla convinzione forte che il paesaggio coinvolge tutti noi.

Oggi la sensibilità e l’attenzione nei confronti del paesaggio a trecentosessanta gradi sono sicuramente aumentate, ma questo non è ancora sufficiente. È necessario che ci sia una coscienza collettiva e un insieme di valori che porti a interventi concreti e specifici, sia in termini di valorizzazione sia in termini di prevenzione. Gli avvenimenti di Ischia dello scorso novembre sono l’ennesima dimostrazione di come sia sempre più urgente e importante avere cura del paesaggio e della sua corretta progettazione.

Infine, quando si parla di Festival e paesaggio, è importante citare l’International Meeting, che è senza dubbio l’evento copertina della manifestazione e che si tiene dal 2011 nell’affascinante cornice del Teatro Sociale di Bergamo. Ogni anno il Meeting ospita oltre 100 relatori di fama internazionale e tra i migliori paesaggisti al mondo che si rivolgono a un pubblico di esperti e tecnici illustrando progetti, esperienze, filosofia e metodologia di lavoro: una vera e propria occasione di confronto e condivisione.

Il 2023 sarà un anno speciale per il Festival, che si inserisce all’interno degli eventi di Bergamo e Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Può già darci qualche anteprima?

Quella di quest’anno sarà sicuramente un’edizione speciale perché in città sarà presente un numero di turisti italiani e stranieri ben più alto del solito, e questo aumenterà ancor di più l’esposizione internazionale del Festival. Anche per questo motivo, quest’anno raddoppieremo e saremo presenti a Bergamo e a Brescia: nel primo caso sono previsti, come ogni anno, tanti eventi, con la Green Square firmata dallo studio Topotek 1 di Berlino – che si connoterà grazie a un concept concettuale, fortemente radicale e simile a una performance artistica -; a Brescia, invece, ci sarà un allestimento curato dalla paesaggista Silvia Ghirelli in piazza Boni con un approccio più tradizionale e legato alla sensorialità di una particolare installazione green.

L’intenzione è quella di mostrare due differenti approcci in merito alla riprogettazione dello spazio urbano, per certi versi antitetici tra loro, proprio con l’obiettivo di arricchire con nuovi spunti propositivi questo spazio a disposizione di tutti. Saremo anche presenti al MO.CA (centro per le nuove culture), dove organizzeremo numerose iniziative. Questa doppia presenza, per noi, rappresenta, , più di ogni altra cosa, la conferma di un successo crescente di una manifestazione che sta sensibilizzando sempre più professionisti, aziende, istituzioni e che nei prossimi anni potrebbe nuovamente toccare altre città al di fuori di Bergamo.

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