Da marzo entrambi i consorzi internazionali che gestiscono i giacimenti super-giant di Kashagan (Ncoc) e Karachaganak (Kpo) in Kazakistan avranno per la prima volta al vertice due manager italiani. Giancarlo Ruiu subentrerà a Olivier Lazare, attuale capo di Shell Kazakhstan, e assumerà la guida di Ncoc (North Caspian Operating Company). Quest’ultima è partecipata dal gruppo petrolifero kazako KazMunayGas (16,88%) e con quote paritetiche del 16,81% da Eni, Shell, ExxonMobil e TotalEnergies. Con partecipazioni minori ne fanno parte anche il gruppo cinese Cnpc (8,33%) e quello giapponese Inpex (7,56%).
MF-Milano Finanza scrive che il cambio della guardia coincide con il record di produzione, che il 10 gennaio ha raggiunto un volume complessivo di oltre 100 milioni di tonnellate, confermando il giacimento di Kashagan come il più grande progetto petrolifero e di gas offshore del Paese. Ruiu attualmente è direttore generale dell’altro consorzio, Kpo (Karachaganak Petroleum Operating), e sempre per il gruppo Eni in precedenza ha lavorato per la joint venture emiratina con Adnoc e ha guidato le attività in Ghana. Ma conosce bene Kashagan avendo già coperto la carica di responsabile per lo sviluppo della Fase-1 del giacimento.
A Karachaganak al suo posto andrà un altro manager italiano, Marco Marsili, attualmente a capo di Shell Italia. I principali azionisti di Kpo sono Eni e Shell con analoghe quote del 29,25%, seguiti da Chevron (18%), Lukoil (13,5%) e dal gruppo petrolifero statale del Kazakhstan, KazMunaiGas (10%). Per Eni è anche una fase di nuove esplorazioni col campione nazionale KazMunayGaz. I due gruppi si stanno preparando a testare un pozzo in acque poco profonde nel Mar Caspio, in prossimità di Kashagan, nel blocco Abay.








