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Valerio De Molli, CEO Thea Ambrosetti: “Sull’Intelligenza Artificiale l’Italia è in ritardo sulle competenze digitali”

“L’impatto della rivoluzione digitale, come segnalato dal rapporto ‘AI 4Work’ di THEA Ambrosetti per Microsoft, non ha registrato al momento una contrazione negativa sul mercato del lavoro italiano. L’occupazione è aumentata del 10% negli ultimi tre decenni. Soltanto il settore manifatturiero ha registrato una contrazione importante (-13%).

Il comparto che ha mostrato dati molto positivi è quello dei servizi, trainato dalla crescita delle attività professionali.

Abbiamo utilizzato un modello capace di stimare gli effetti dell’IA generativa sulla produttività: 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo e 5,7 miliardi di ore di lavoro annue liberate grazie all’impatto dell’IA.

Tale impatto va collocato nel quadro delle trasformazioni demografiche, un quadro drammatico. Nello scenario attuale, l’Italia perderà circa 3,7 milioni di occupati al 2040.

Il nostro Paese è in ritardo nelle competenze digitali, vero fattore di successo nell’epoca dell’IA. Abbiamo una diffusione delle skill legate all’IA inferiore alla media OCSE. E l’Italia mostra difficoltà anche nel trattenere i talenti.”

Così Valerio De Molli, CEO di The European House Ambrosetti, intervenendo al convegno CNEL-CESE su “Intelligenza Artificiale e Relazioni Industriali.”

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